ragade anale

    DOMANDA

    Gentilissimo dottor Calabrò, nei giorni scoosi sono stata da un colonproctologo per un bruciore che avvertivo da qualche settimana,e mai avuto in precedenza, dopo una minuziosa visita mi ha detto che a meno di mezzo cm dell’interno anale ho una piccola ragade, non sanguinante, e l’unica cosa che mi ha dato è stato Antrolin per tre settimane, e di evitare qualsiasi sforzo nell’evacuazione,in questo mi sta aiutando molto il bere molta acqua e soprattutto molta frutta che mi stanno consentendo un’evacuazione con feci morbide,in ultimo mi ha detto che se non dovessi risolvere l’unica alternativa è l’intervento.Ora le chiedo se mi sono stati dati i consigli giusti o c’è da aggiungere qualche altra cosa? Non Le chiedo ragguagli circa le modalità di un probabile intervento perchè spero di non arrivarci.
    La ringrazio

    RISPOSTA

    Gentile Signora,
    sono daccordo per i consigli datele per quanto riscontrato. Sino a quando la ragade non si presentasse in forma cronica è opportuno ammorbidire le feci, per evitare eccessive dilatazioni del canale anale in occasione delle evacuazioni, e terapia topica. Qualora dovesse cronicizzare tale ragade, allora la chirurgia diventa l’unica alternativa terapeutica.
    La ragade rappresenta una porta aperta alle infezioni anali, con conseguente formazione di ascessi e fistole perianali; pertanto se ne sconsiglia non affrontarle chirurgicamente in caso di loro cronicizzazione.
    In aiuto alla terapia con la pomata prescritta, si può avere giovamento anche dai dilatatori, qualora ritenuti necessari per il caso osservato, e qualche nuovo prodotto in pomata con effetto maggiormente cicatrizzante.
    Cordiali saluti.
    Dr. Giuseppe Calabrò