voglia di vivere

    DOMANDA

    Gent.le Dott.ssa Moè, sono la mamma di una ragazza autistica,ho 52 anni e sono sposata da 20 anni.
    Le sto scrivendo perchè ho bisogno in qualche modo di essere rassicurata.
    La malattia di mia figlia mi ha fatto diventare molto razionale e ormai,da anni, cerco di soffocare i miei desideri perchè,come può ben capire, non sempre si concigliano con le sue esigenze.Quattro anni fà però ho conosciuto un uomo ed in qualche modo la simpatia, forse anche qualcosa di più, mi ha reso insicura ed infelice perchè ho capito quanto sono scontenta con quello che ho.Sono sempre stata fedele ai miei doveri di madre e moglie, e sempre lo saro, pero a volte il mio cuore si riempie di sconforto, subentra l’ansia e mi domando per quanto tempo ancora ce la farò?
    grazie

    RISPOSTA

    ‘Per quanto tempo’ è la sua richiesta.
    ‘Dipende da lei’ mi verrebbe da rispondere. Il tempo psicologico è ben diverso da quello misurabile con un orologio. Il tempo sofferto o dell’attesa o vuoto è ‘eterno’ psicologicamente parlando, mentre vola il tempo in cui si è piacevolmente coinvolti e assorbiti da attività, relazioni, momenti gratificanti, piacevoli, utili.
    Cosa le rende ‘il tempo’ così difficile ?
    Se lo chieda.
    E’ la prospettiva di una scelta ? .. Che può essere di cambiamento come anche di mantenimento dello status quo.
    E’ accettare ciò che le accade magari anche senza riuscire a farsene una ragione convincente ?
    E’ la contrapposizione più o meno consapevole fra una vita ideale e la sua vita ?
    .. Lei sola può chiederselo e darsi una risposta fra queste o altre possibilità.
    Per quanto tempo allora ?
    E’ esattamente quanto ci metterà nel rispondersi e nel ritrovarsi nelle risposte.. E’ nel riconoscere che ogni soluzione e ogni accettazione è parziale, è per adesso.
    In questo cammino credo le potranno fare compagnia delle indicazioni generali
    1) non giudichi né la sua vita attuale, né tutte le altre ideali o concrete, sue o degli altri . il giudizio ‘chiude’ e rende difficile procedere oltre.. Ovvero non dica ‘è così.non cambierà’.. Non può essere.. Anche dove le più temili situazioni oggettive stagnassero davvero, può sempre cambiare l’occhio e il cuore con cui le osserviamo e . le amiamo !…. naturalmente a cominciare dalla propria vita
    2) viva l’unica possibilità che ha: la sua vita, QUESTA vita. non quella che ‘potrebbe essere’, ‘sarebbe se’.. e in questa vita trovi il pezzetto di felicità e di gioia che ognuno può scoprire nella propria esistenza. e che nessuno le potrà mai portare via
    3) alla sera invece (o in aggiunta.) di richiamare ciò che non è andato, che non ha funzionato e che anche oggi ‘non va giù’ provi piuttosto a ricordare (nel senso etimologico di ‘portare al cuore’ cioè con affetto) tre cose belle (possono essere molto semplici, ad es. ‘non ho avuto mal di testa’, ‘la pianta che ho in salone ha fatto un fiore’… ma ben vengano conquiste e novità di maggiore spessore).. Vedrà che – pian piano – coltivando gratitudine e amore per le cose che le accadono e per sé troverà ‘un tempo che passa’. stia in questi tre episodi che ricorderà almeno alcuni minuti come per assaporarli e gioirne.
    .. E infine non si senta sola .
    Ciò che lei riporta, pur nella specificità della sua vicenda, sono le comuni sofferenze di chi ama e non si stanca di lottare per rendere sempre meglio abitabile la propria vita e quella delle persone con cui si pone in relazione.
    La saluto con gioia e affetto e le auguro di continuare ad essere la miglior se stessa !