Fobie e paure

    DOMANDA

    Gent.mo dottor Mian,mi sono appena trasferita nella mia nuova e grande casa sottovalutando le mie paure e ossessioni che mi seguono fin da bambina:ho paura di tutto!!!fino ad ora ho sempre tamponato con vari escamotage,ma adesso non è più possibile.Ho sempre avuto paura degli insetti e dei rettili,in particolare dei gechi e dei topi,li vedo dappertutto e me li sento addosso soprattutto ora che ho un giardino!!!zanzariere e contro zanzariere non bastano a tranquillizarmi;sto sempre con le finestre chiuse e controllo continuamente dietro i mobili!!!altra paura anzi
    terrore è quando resto sola la sera:ho paura dei fantasmi,le sembrerà ridicolo ma io davvero non vivo più,mi porto dietro questo terrore da sempre:zombi,vampiri,demoni sono il mio terrore più grande,quando sono sola(per molte ore e tutte le sere)
    mi vengono in mente scene di film che tra l’altro non ho mai visto ma che mi raccontano.Mio marito non capisce e mio figlio è ormai adulto e la sera non posso costringerlo a stare in casa.Come posso guarire?mi dia un consiglio,se esiste una terapia che possa guarirmi da queste paure.non ricordo di un eventuale trauma subito nell’infanzia,ma nessuno capisce quello che provo nello stare sola.Mia madre continua a dire che bisogna avere paura dei vivi..ma io non ho paura di quello che vedo e che posso combattere.Come posso fare?ho 50 anni e le mie paure aumentano con l’età.Attendo una risposta e la ringrazio.Luciana

    RISPOSTA


    Gentile Sig.ra,

    lei riferisce di soffrire di fobie che partono da quelle comuni, come quelle verso i roditori, rettili ed insetti sino a giungere a quelle verso demoni, vampiri e zombies che hanno maggiormente un contesto di autosuggestione/influenza dai racconti o dai film.

    Hanno avuto un diverso tipo di apprendimento, cioe’ sono paure “imparate” in diversi contesti e modi, ma che hanno un comune comportamento: l’evitamento/ipercontrollo e la ricerca di rassicurazioni.

    Dai timori comuni parte il controllo sull’ambiente/casa e la richiesta di rassicurazioni ai suoi cari con il timore di rimanere da sola a casa.

    Il timore degli insetti e degli altri animali potrebbe nascondere quindi un timore di cio’ che non si puo’ controllare per numero (gli insetti ed i topi si muovono in sciami o in gruppo) e nei loro movimenti che sono, notoriamente, molto veloci.

    Ad ogni modo temiamo cio’ che non conosciamo e cerchiamo aiuto esternamente (le rassicurazioni) se non lo troviamo in noi stessi..

    Le rassicurazioni amplificano una semplice sensazione che lei ha di fronte all’oggetto della sua paura.

    Fondamentalmente lei pensa che sarà difficile, se non impossibile, farcela.

    Su questo importante pensiero che lei ha non appena si trova di fronte a cio’ che teme, dovrebbe concentrarsi per esplorare e lentamente scrollarsi di dosso il problema che sembra molto limitarla.

    Lei infine dice di aver paura di qualcosa che non vede e che pensa di non poter combattere.

    In parte ha ragione, le sue paure riguardano creature della fantasia, che risiedono nella sua immaginazione, ma le reazioni anche fisiche (tachicardia, respiro affannoso,sudorazione etc) sono reali.

    Su questo dovrebbe lavorare insieme eventualmente con uno psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo o cognitivo-comportamentale perchè più adatto alla sua problematica.

    Il lavoro terapeutico dovrebbe avere una esposizione guidata con prevenzione della risposta verso gli stimoli fobici (abituarsi a convivere e conoscere meglio gli animali che teme) e una parte cognitiva legata ai pensieri che lei ha riguardo il “non ce la posso fare” e d alla gestione delle rassicurazioni (madre, marito e figlio).

    Le rassicurazioni la indeboliscono e la mantengono nel problema, non lo dimentichi.

    Una domanda che dovrebbe porsi e che potra’ facilitarla quando incontrera’ il suo terapeuta: “a cosa mi serve questa paura e cosa temo succeda alla fine?”.

    Dovrebbe chiedersi di cosa ha realmente timore, perchè da quanto scrive, vedo unicamente molta incomprensione e difficoltà a comunicare e comunicarsi e se mi permette, a 50anni, un legame ancora troppo forte con la madre.

    Infine un consiglio: veda l’opportunità datale dalla nuova casa e dal giardino come una possibilità di affrontare anche le sue paure e riscoprirsi diversa senza di esse, sicuramente una sfida, ma una sfida che puo’ essere vinta.

    Buona vita.

    Emanuel Mian