la disapprovazione

    DOMANDA

    Ho 52 anni ma i rapporti con gli altri esseri umani mi sembrano ancora estremamente complicati e troppo dolorosi… così vivo praticamente sola… che mi va benissimo pure vorrei sperimentare o sperimentare di nuovo la sensazione di sentirmi accettata e al sicuro. Mi sono separata dopo molti anni di matrimonio perchè mi sentivo sempre disapprovata e qualunque donna per lui era migliore di me. Anche al lavoro sono costantemente disapprovata ma darci un taglio non è facile perchè di lavoro si vive; nella mia vita ho certo fatto anche cose di cui non vado fiera ma ho imparato a non avercela con me e non mi disapprovo più. Le persone con cui lavoro non sono così importanti per me, pure sentirmi costantemente disapprovata mi stanca e mi toglie una quantità di energie, non voglio che accada… dov’è l’imbroglio, come posso difendermi?

    RISPOSTA

    Cara signora,

    la mia impressione è che lei abbia già riflettuto molto sulla sua condizione.

    Parla giustamente di un imbroglio; se cerca il contatto con gli altri, percepisce la disapprovazione e questo la fa sentire svuotata e priva di energie; se invece si isola ha la sensazione che le manchi un qualcosacome un senso di accettazione e sicurezza. Il nodo problemaico le è ben chiaro: lei si riconosce bisognosa di qualcosa che chiama “approvazione” e “sicurezza”, capisce che questo qualcosa si trova nel rapporto con gli altri, ma purtroppo quando si avvicina a qualcuno con la speranza di trovare questo, ricava invece la sensazione del contrario, cioè di disapprovazione.

    Io credo che tutti noi abbiamo bisogno degli altri, per tante ragioni; essere approvati e accettati è una di queste ragioni, ed ottenere una “accettazione positiva incondizionata” è secondo alcuni indirizzi psicoterapeutici la chiave della salute mentale. Quello che vorrei capire meglio è come mai lei non trova mai nemmeno una briciola di questa “approvazione”, al punto da aver preferito isolarsi. C’è la possibilità che lei abbia sviluppato una sensibilità particolare ai segnali di disapprovazione, e una specie di sfiducia o di cecità verso i segnali di approvazione? Oppure che sia diventata particolarmente abile nel mettere alla prova gli altri su questo tema della disapprovazione? Insomma, la gente si scambia approvazione e disapprovazione di continuo, per cui nel mondo là fuori dovrebbero esserci anche per lei delle buone opportunità di scambi favorevoli. Se si accorge che per lei c’è solo disapprovazione, e vuole cambiare questo “imbroglio”, ma non sa come fare da sola, può pensare di rivolgersi ad uno psicoterapeuta; io credo che ne trarrebbe giovamento.