DOMANDA
Egregio Dott. Veronesi, nel 2008 ho subito una quadrantectomia SE mammella sn più biopsia nodo sentinella,12 giorni dopo ho subito una dissezione ascellare sn completa per carcinoma duttale infiltrante multifocale G2, pT1cN1a(1/35)Mo, ER95%, PgR60%, MIB-1 25-30%, HER2 negativo(score 0), stadio IIA. Ho fatto 3 cicli di chemiterapia con FEC100 ogni 21giorni più 3 con docetaxel 100; 35 sedute di radioterapia concluse nel maggio 2009. Dal 31/03/09 al 15/11/11 trattamento antiormonale adiuvante con letrozolo 2.5 mg/die. I marcatori Ca 15.3 negli ultimi 8 mesi sono arrivati al valore di 48,5. TC torace-addome: negativa. Il 16/11/11 mi hanno diagnosticato una metastasi solo della settima dorsale, dallo stesso giorno ho sospeso il sopra citato antiormonale con EXEMESTANE 25 mg/die.Come trattamente mi hanno indicato una flebo di acido zoledronico 4 mg/ev al mese. Oggi 25/11/11 dalla visita maxillofacciale è emerso che dovrò estrarre 3 denti per scongiurare la necrosi mascellare e dopo due mesi dalle estrazioni( previste entro metà dicembre) potrò iniziare la terapia. Fatta tale premessa, Le chiedo la Sua opinione in merito alla situazione e alla terapia.Mi sento confusa: cos’è che blocca la crescita e la propagazione di ulteriori metastasi, le pastiglie o la flebo? Due mesi di ritardo per l’ inizio della terapia possono quindi incidere significativamente? e in che modo?
La ringrazio anticipatamente per la Sua disponibilità.
Cordiali saluti
Marina
RISPOSTA
Cara Lettrice, non è semplice rispondere ai suoi quesiti senza una conoscenza approfondita; quello che spesso mi trovo a spiegare ad altre pazienti è che ogni tumore è diverso dall’altro, anche quelli che colpiscono uno stesso organo. Non esiste un solo cancro del seno, del colon, del pancreas, come non esistono “la” leucemia o “il” mieloma. Per ognuna di queste neoplasie si conoscono ormai centinaia di varianti, ciascuna con peculiarità talmente marcate e differenzianti da poter essere quasi considerate una malattia indipendente. Ecco perchè è difficile rispondere ai suoi dubbi, se vale di più la flebo o la pastiglia e così via. Io le raccomando di essere determinata ma serena, di non crearsi angosce a volte comprensibili ma inutili. Sia determinata nel voler guarire e segua le indicazioni terapeutiche con fiducia.
Un augurio affettuoso
Umberto Veronesi