Protezione vescica

    DOMANDA

    Sera Prof. cortesemente Le chiederei: ho 65 anni , ho la prostata ingrassata che mi causa :
    -poco residuo di urina nella fase minzionale; un basso flusso urinario alla flussimetria e la notte mi alzo quai sempre per urinare 1 – 2 volte. Tutto cio’ non mi pesa molto anche per via che mi sono assuefatto.
    La mia preoccupazione e’ la condizione futura della mia vescica. Dalla eco s.p. la vescica , sembrerebbe, che non dia segni di sofferenza. La domanda ; devo fare l’intervento disostruttivo ? o tirare un altro po’ avanti tenuto conto che le attuali cdz delle vescica sono discrete ?.
    Grazie mille e buona serata.

    Armando.

    RISPOSTA

    Buongiorno,
    la necessita’ di eseguire un intervento chirurgico od invece la possibilità’ di poter attendere soprattutto con una terapia medica adeguata, in presenza di una ipertrofia prostatica benigna, può’ essere valutata attraverso alcuni parametri.
    In generale, nella maggior parte dei casi, prima di passare ad intervento chirurgico si procede alla terapia medica. La terapia medica e’ una terapia cronica, non può’ essere interrotta, ma spesso può’ bloccare la crescita della prostata e le conseguenze negative che essa può’ causare sulla vescica ed apparato urinario. In genere la terapia e’ costituita dall’associazione di un alfa1 bloccante ed un inibitore della 5 alfa reduttasi. Quindi, se non esegue già’ questa terapia, consiglierei di parlarne con il suo urologo per valutare come risponde la sua prostata alla terapia medica.
    La necessita’ poi di passare all’intervento e’ determinata soprattutto dalla presenza di una danno vescicale che può’ , se troppo avanzato divenire irreversibile, con perdita’ di tono muscolare della vescica e capacita’ di svuotamento.
    Una semplice uroflussometria con valutazione della velocità’ del flusso massimo può’ aiutare in questa indicazione (se i valori sono inferiori a 10 ml/sec, l’indicazione all’intervento può’ diventare maggiore). Egualmente una semplice valutazione del residuo post-minzionale con una ecografia vescicale sovrapubica e’ un altro fattore importante (un residuo al di sopra di 100 cc può’ indicare maggiormente la necessita’ dell’intervento).
    Ancora, la presenza di un terzo lobo prostatico ben protrudente all’interno della vescica può’ essere un altro aspetto a favore della chirurgia; ancora di più’ , una storia di infezioni delle vie urinarie ricorrenti, diverticoli vescicali, calcolosi vescicali secondarie, fino ad episodi di ritenzione urinaria o dilatazione delle vie urinarie superiori.

    Cordiali saluti
    Prof Alessandro Sciarra
    Coordinatore Prostate Unit
    Policlinico Umberto I
    Universita’ Sapienza di Roma