Prostatectomia radicale + Linfoadenectomia

    DOMANDA

    Professore,

    ho posto questo quesito al Prof. Veronesi e per la competenza mi ha invitato di rivolgermi ad uno degli esperti in materia che coordina.

    Orbene in qualità di consorte desidero conoscere il suo parere in merito alla diagnosi di mio marito di età 70, con Gleason 4+5=9,infiltrante capsula prostatica,le vesciche seminali bilaterali.inv.vascolare e linfatica. stadio pT3bpNx.esiti post operatori:incontinenza,infezioni ricorrenti urinarie e PSA 0.08 – Dopo sei mesi con la sola vigilanza trimestrale il PSA risulta 0.46- mentre persiste l’incontinenza TRATTATA CON esercizi pelvici e farmaci unitamente alle infezioni.In particolare se è necessario ora la radioterapia CONSIDERATO L’EFFETTO COLLATERALE SULL’INCONTINENZA e COSA SI INTENDE con il termine LINFOADENECTOMIA PELVICA,TENUTO CONTO DELLE CARATTERISTICHE DEL TUMORE SOPRA DESCRITTO,E IL NUMERO DI LINFONODI CHE DEVONO ESSERE RIMOSSI PER LA PROGNOSI? E IN QUALI CASI SI DEVE INTERVENIRE DOPO CON LA RADIO?GRAZIE ANTONIETTA

    RISPOSTA

    Gentile signora,

    i quesiti che lei pone sono molti e non per tutti c’è una risposta univoca. Ora il grado “di differenziazione” della neoplasia di suo marito, piuttosto elevato, e il coinvolgimento delle vescicole seminali fanno pensare ad una malattia con una certa aggressività. Lei, nella sua richiesta, non fa cenno allo stato dei margini chirurgici, cosa che sarebbe piuttosto interessante da sapere…. La progressione del PSA fa pensare alla inevitabile progressione della malattia. Nè si hanno notizie sui linfonodi, visto che lo stadio pNx, ci dice che non è stata fatta una asportazione degli stessi in corso di intervento.

    Detto ciò, suo marito a mio parere va “ristadiato”, va presumibilmente messo in terapia ormonale, e andrà considerata anche una radioterapia, la cui “estensione” sarà in rapporto alle indicazioni ricevute dalla sopracitata “ristadiazione”. E’ chiaro che la radioterapia, in presenza tuttora di incontinenza urinaria, può comportare il rischio di un suo peggioramento o il non più raggiungimento di una adeguata continenza.

    Cordiali saluti, Filiberto Zattoni