DOMANDA
Buonasera Dottore, Le scrivo per chiederLe un suo parere su quanto vado ad esporLe.
Sono la nonna di un bambino di 20 mesi nato prematuro con emorragia cerebrale a cui è stato inserito uno shunt intraventricolare per idrocefalo. Il bambino seguito periodicamente nei controlli dimostra una buona ricettività, a volte quando deve defecare, si contorce piangendo per il dolore. Guardando le sue feci, non sono dure,ma pastose tanto da non giustificare il notevole sforzo che il bambino fa.
Dall’alimentazione sono state tolte patate, carote. La mia domanda è la seguente. Dal momento che al bambino gli è stato già cambiato il tubicino per un’otturazione cerebrale, questo contorcersi non potrebbe causare una nuova otturazione al livello dell’intestino dove finisce il tubicino? Come si potrebbe aiutarlo in questi momenti?
La ringrazio e aspetto con ansia il suo consiglio.
Cordialmente Giovanna
RISPOSTA
Gentile Signora, il tubicino a cui lei si riferisce deduco che sia il drenaggio ventricolo-peritoneale. Quest “tubicino” finisce nel peritoneo, che è una specie di membrana che avvolge l’intestino ed ha una grande capacità di riassorbire i liquidi, nel caso specifico il liquido cerebrale in eccesso che viene drenato. Pertanto il drenaggio è vicino, ma fuori dall’intestino, per cui la fatica nell’evacuazione non determina ostruzione nel drenaggio.Quest’ultima è determinata il più spesso da infezioni e fibrina. Per la stitichezza, questo è un problema che accomuna i prematuri e spesso è accentuata da una alterato segnale neurologico all’intestino in caso di danno cerebrale. La soluzione non è facile. La dieta può aiutare, ma spesso sono necessari sondaggi rettali, microclisteri, probiotici sino ad arrivare all’uso del macrogol. Naturalmente in accordo con il medico e/o il centro che lo segue.