DOMANDA
Da circa 10 anni soffro di dolori diffusi a tutta la colonna vertebrale ed a quasi tutte le articolazioni, prurito intenso, e bruciore e blefarite agli occhi(tipo maschera) che se non curato diventava congiuntivite,pelle secca, bocca secca,caduta di capelli,crosticine sul cuoio capelluto e sulle soppraciglia, ho fatto visita reumatologica nella mia città e dopo analisi, anticitrullina positiva, fattore reumatoide negativo, waler rose positivo, hla 41/51, discopatie multiple cervicali e lombari,nelle analisi i globuli bianchi sempre al limite circa 10.000, ige 900,altri ig non eseguiti, complemento c3 positivo. Mi è stata diagnosticata un artrite reumatoide.Da allora(circa 3 anni) sono in terapia con methotrexate ed arcoxia 90, i primi 2 anni andava bene, poi cominciarono di nuovo i dolori,a causa di un appesantimento del lavoro, ma più che altro muscolari(borsite trocanterica,tenosinovite con calcificazione ai bicipiti, infiammazione della rotula e del tendine rotuleo con lesione meniscale, cistite emorragica,nuove ricorrenze di blefarite. Richiesi un’altra consulenza e mi venne diagnosticata un’ entesoartrite psoriasica.Mi viene diminuita la dose di methotrexate a causa di cistiti ricorrenti attualmente sospesa perché non riuscivo a curare le cistiti, nelle analisi d’urina vi è sempre presenza di emoglobina e globuli bianchi in piccole quantità, sto bevendo molta acqua ma inutile, devo comunque riprendere il mtx perché mi sento troppo male. Ringrazio chiunque mi risponderà.
RISPOSTA
si tratta di fare in primo luogo una diagnosi la più precisa possibile (AR con sicca secondaria, artrite reumatoide in portatore di psoriasi, solo sicca, connettivite indifferenziata?). Per il trattamento, il MTX è sicuramente utile se tollerato e se la componente artritica è prevalente (cioè se accanto ai dolori vi sono persistenti tumefazioni articolari). Lo si potrebbe, a discrezione del suo reumatologo, associare a sulfasalazina e idrossiclorochina, se se ne vuole incrementare l’effetto.
In caso di insuccesso anche di questi provvedimenti, si può valutare un possibile impiego di agenti biologici.
Come vede le possibilità terapeutiche non mancano. L’importante è arrestare l’evoluzione della malattia ed essere nelle mani di uno specialista esperto che abbia una casistica reumatologica consistente alle spalle così da effettuare le scelte per lei migliori.
Mario Carrabba