DOMANDA
Salve dottore sono la signorina che le ha scritto il messaggio riguardo la pielonefrite. Innanzitutto la ringrazio per avermi comunque risposto, temevo che leggendo la mia email avrebbe pensato non bene ,diciamo che ho preferito non parlarne con il mio medico per evitare di coinvolgere la mia famiglia. Rispondendo comunque alla sua e-mail , mi è stata diagnosticata la pielonefrite in seguito a una ecografia che lasciava intravedere il rene alquanto scuro con una specie di forma a cuneo , credo che sia un sintomo di questa infezione e il nefrologo all’epoca mi disse che dall’ecografia , e poi dai relativi sintomi il mio quadro corrispondeva a una pielonefrite. Non ho avuto calcoli, ma precedenti cistiti non curate benissimo, il brutto vizio di bere poco, tenere l’urina il più possibile e prima dell’infezione facevo assai consumo di alcol la sera con gli amici o in discoteca, ora ovviamente ho completamente smesso ma mi era rimasto il dubbio riguardo al fumo. Grazie per il suo tempo 🙂
RISPOSTA
Gentile signorina,
spero che abbia effettuato anche degli accertamenti sierologici per escludere una possibile immunodeficienza.
Il quadro ecografico da lei descritto (poco esplicativo) potrebbe porre il sospetto di un infarto renale complicato da infezione delle vie urinarie. L’infarto renale è un evento non raro in chi fa uso di cocaina, mentre è un’evenienza eccezionale in chi usa o abusa della cannabis ( per quanto mi risulta, è stato segnalato un solo caso in letteratura). C’è da tener presente però che la tossicologia forense denuncia continuamente la comparsa nel mercato di cannabis trattata con varie sostanze tossiche, cocaina compresa, allo scopo di potenziarne gli effetti psichici. E’ fondamentale quindi per lei chiarire bene questo aspetto.
Le pregresse cistiti possono aver giocato un ruolo importante. E’ indispensabile che il nefrologo e il ginecologo intervengano congiuntamente sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico per prevenire nuovi deleteri episodi di infezione delle vie urinarie