La Citrinina nel riso rosso fermentato

    DOMANDA

    Chiarissimo Professore,
    avendo problemi di colesterolo ( forse si tratta di ipercolesterolemia familiare) ho deciso di assumere un integratore alimentare a base di Riso rosso fermentato, facendolo preparare come galenico in cps da 200 mg titolato all’ 1,5% in Monacolina K (3 mg a cps). Solo che ho letto su alcune fonti scientifiche che nel lievito di riso rosso potrebbe essere presente una tossina: la “Citrinina”, che è
    nefrotossica. Siccome non mi fido dei farmacisti, che sono dei meri bottegai, vorrei un suo autorevolissimo parere farmacologico su questa Citrinina e sulle quantità effettive che si potrebbero assumere con 200 mg di riso rosso fermentato al dì.
    Le chiedo altresì, se il farmacista mi dovesse rassicurare sull’assenza di questa mico tossina nel preparato, quali garanzie potrei esigere: scheda di sicurezza del prodotto, certificato ecc. ecc.
    Poi ho letto anche che, se si ottengono risultati e si sospende l’integratore per un periodo, il fegato produrrà ancora più colesterolo in eccesso di quanto ne produceva prima che si iniziasse ad assumere questa statina naturale: Monacolina K
    Nel ringraziarla dei suoi preziosi consigli che mi vorrà dare le auguro buon lavoro e le porgo deferenti ossequi.

    RISPOSTA

    Gentile Signora/Signore,
    Il regolamento (CE) n. 1881/2006 della Commissione, del 19 dicembre 2006, che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari, stabilisce i tenori massimi delle micotossine nei prodotti alimentari. Nello specifico riporta i livelli massimi consentiti di citrinina nel riso rosso, livelli che possiamo ritenere di sufficiente sicurezza per il consumatore. Il consumatore stesso può confrontarsi con un certificato di qualità che specifichi anche il contenuto dei contaminanti presenti nell’integratore. Nel valutare gli effetti dell’interruzione del trattamento, da sconsigliare in una situazione di ipercolesterolemia familiare non controllabile con la sola dieta, si deve valutare la durata dell’interruzione (salto di una o due somministrazioni consecutive, interruzione prolungata). E’ importante monitorare la colesterolemia rispetto ai valori pre-trattamento. Se si è raggiunto una normocolesterolemia può essere sufficiente, per il mantenimento, la sola dieta, ma questo deve essere valutato caso per caso.