DOMANDA
Gentile Dottore
le scrivo per conto di mio padre. Ha 63 anni ed un paio di anni fa ha subito un intervento di resezione prostatica a causa di varie infezioni provocate dalla diffusione di eschirichiacoli (Campus Biomedico). Da allora non ha più infezioni, ma ha subito tre interventi per stenosi uretrale senza grandi risultati: di fatto dopo pochi soli mesi il problema si è ripresentato. Inoltre per evitare che l’uretra si chiudesse, su indicazione dell’urologo, una volta al mese si è sottoposto a delle dilatazioni col catetere. Ad oggi (l’ultimo intervento è stato fatto a settembre 2013) ha nuovamente la febbre dovuta credo a qualche nuova infezione, il flusso dell’urina sta diminuendo e bruciore, tutti sintomi che ormai ci sono abbastanza noti visti i precedenti. Volevo dunque chiederle se a questo punto è necessario intervenire nuovamente con una nuova manovra meno invasiva come fatto fin’ ora o è indispensabile a suo avviso intervenire con l’urtetloplastica; ho letto dal suo sito che è un intervento estremamente delicato ma che ha grandi percentuali di successo. Se non si intraprende questa strada quali sono le conseguenze?
Per un consulto più approfondito sicuramente prenderemo contatti con il suo centro per fissare al più presto una visita.
La ringrazio anticipatamente e la saluto cordialmente
Eliana
RISPOSTA
Gentile Sig.ra Elena,
le stenosi dell’uretra dopo resezione prostatica, sono complesse.
La diagnosi radiografica dell’uretra è fondamentale e deve essere molto accurata, per programmare il corretto trattamento chirurgico.
Cordiali saluti
Dr. Enzo Palminteri
Centro di Chirurgia Uretrale-Genitale