DOMANDA
Gent. Prog. CARABBAmi hanno diagnosticato da circa 4 anni evoluta fibromialgia diffusa 1 anno in cura a terapia del dolore policlinico di bari con svariate medicine senza alcun miglioramento poi la dott. ssa abbiamo deciso di inserire elettrostimolatore ma senza beneficio anzi tolto dopo due giorni e la dott.ssa mi disse figlia mia non posso far piu’ nulla per te e mi indirizzo da prof. neuropsichiatria ma? ho subito nel 2004 indicente stradateinvestida da moto ed ho 6 viti al titanio e placche successivamente altro intervento al s.martino a genova prog. formica eliminato due delle 6 viti piccolo miglioramento attualmente da um mese circa mi segue prof. perosa f. di bari reumatologo e presto per dire come mi sento ma anche ui con curda 10 gocce daparox e 100 mg al mattino e 100 mg la sera di palexia niente di niente i dolori sono forti ai piedi mani e gambe scusate sono sig,ra di 60 anni e risiedo a bari ,altro prof. a bari mi dette del naprosin al bisogno e di convire con questa malattia perche’ per il momento non c’e’ nulla fra 4 anni ci rivediamo e se arriva qualche nuovo farmato dagli stati uniti vedremo e mai possibile?medicinali presiattualmente palexsia due da 100 m/s 10 gocce daparox docce en sera altri medicinali altri prof. xeristar,gapapentin,levopraid , eferox sereplie . medrol volfast le chiedo un consulto e poi poter venire su da lei se c’e’ possibilita di ricovero presso l’ops. perche le condizioni sono di 800 mensili attendo sua consulenza GIAMMARIA FILOMENA
RISPOSTA
i quadri dolorosi e le fibromialgie conseguenti a incidenti o traumi sono frequenti e di non facile soluzione, soprattutto quando il paziente non vede risultati dai diversi approcci suggeritigli dagli specialisti e intanto gli anni passano con una qualità di vita che tende a deteriorarsi progressivamente.
Una soluzione o un miglioramento è ipotizzabile solo in presenza dei seguenti presupposti:
Il paziente non deve essere scoraggiato e/o deluso, ma deve mantenere una ferrea volontà di miglioramento.
Deve essere chiaro quanto dolore è periferico, e legato dunque a lesioni anatomiche documentabili e alle loro sequele, e quanto è centrale (cosiddetta sindrome da amplificazione).
Le due componenti andranno curate separatamente ricorrendo a metodiche farmacologiche e non farmacologiche (riabilitazione, terapia comportamentale, ecc) impiegate contemporaneamente.
In presenza di questi presupposti deve rivolgersi a un centro specializzato che la prenda in cura ambulatoriamente. Un ricovero in questi casi non serve quasi mai.
Le suggerirei quello del prof. Stefano Stisi a Benevento.
In un caso duraturo come il suo, si ricordi comunque che occorre costanza e tempo per vedere i risultati, ma non deve mai perdere fiducia in sè stessa e nei curanti.
Mario Carrabba