sindrome depressiva da precariato.

    DOMANDA

    Salve!! Intanto grazie per il tempo che dedicherà alla letura di queso mio messaggio.Inizio con le presentazioni Mi chiamo Laura ho 43 anni e ho sofferto tempo fa di quella sindrome depressiva da precariato di cui parla l’articolo sul giornale.Sono stata veramente male, avevo soprattutto degli attacchi di panico incotrollabili.Grazie ad una sua collega molto preparata ne sono uscita,ma la situazione lavorativa che è stata la causa primaria del disagio nn è cambiata.Da oramai 5 anni non cerco neanche più il lavoro ho paura di ricadere nello stato di qualche anno fa ma il fatto di non poter programmare il futuro non mi aiuta a riempire quel buco che penso mi porterò dietro per sempre.Io vivo al meglio possibile occupandomi della casa,andando in palestra,leggendo,uscendo, e viaggiando quando possibile.Sono però nella situazione strana di chi non vuole avere false speranze per non ricadere nella depressione,e quindi cerca di vivere alla giornata come suggerito dai medici cercando di godere dei momenti belli,ma nello stesso tempo la non programmazione del futuro e il fatto di dover dipendere economicamente da mio marito mi pesa.Mio marito a suo tempo mi ha aiutata tantissimo ad uscire dalla depressione e ancora mi aiuta non mi ha mai fatto pesare il fatto di non avere uno stipendio anzi mi ha sempre detto che ciò che faccio è importante per la famiglia e so che lo pensa.Perchè non riesco a essere equilibrata?non lo so mi rivolgo a lei magari saprà spiegarmelo. Un caro saluto

    RISPOSTA

    Semplicemente perchè non ha finito il suo percorso di psicoterapia, la memoria della depressione le sta creando un comportamento di evitamento e questo rischia di farla sentire debole e precaria, non è la vita precaria che ci spaventa ma essere precari noi di fronte agli eventi.
    Ha fatto molto non si fermi vada avanti nella strutturazione di un sè stabile, legga i miei libri in tutti ci sono esercizi e riflessioni importanti per migliorare la nostra autostima.