DOMANDA
Salve dottore, le scrivo per chiederle un consiglio per mia madre. Nel 2010 ha avuto una dissecazione della aorta di tipo b e da allora ha cominciato ad avere problemi di deambulazione . Il problema pero’ è che di conseguenza soffre di dolore di tipo neuropatico, bruciori fortissimi come pungiture di tanti aghi, senso di pesantezza alle gambe come se fossero fasciate, dolori ai piedi come fulmini etc etc. Ha provato tanti farmaci ma tutti con scarsi risultati. attualmente prende ms contin 80mg al giorno, laroxyl, lioresal, gabbapentin, ed altri ma le ripeto sono come acqua fresca tranne per i disturbi di nausea che gli portano. Prima di questi ne prendeva altri tipi come es. oxycontin lyrica contramal tachipirina cerotti vari etc etc. Abbiamo girato da parecchie parti ma senza risultati e ora siamo disperatissimi perche la sua qualità di vita è davvero scadentissima. Le chiedo cortesemente di farci sapere se c’è qualcosa ancora da fare e dove farlo. La ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti
RISPOSTA
Gentile Gerry
Mi dispiace molto sentire che sua madre ha dei dolori neuropatici cosi’ gravi alle gambe. Avendo gia’ fallito il trattamento con farmaci tipo gabapentin, lyrica, etc, che sono specifici per i dolori neuropatici, nonche’ gli oppiacei, mi pare che ulteriore trattamento farmacologico sia da scartare. Secondo la mia esperienza, sua madre potrebbe avere dei buoni risultati sul dolore con la neurostimolazione. Nel suo caso specifico si dovrebbe trattare della stimolazione midollare. Verrebbero inseriti uno o due elettrodi nello spazio epidurale nella colonna toracica. La stimolazione del midollo spinale potrebbe essere in grado di fermare (almeno parzialmente) i segnali dolorifici che vengono dagli arti inferiori. L’elettrodo viene inserito per una fase temporanea di test. Se i risultati sono buoni, viene poi impiantato un piccolo pacemaker che attiva l’elettrodo(i). Il sistema poi puo’ venire controllato in tutte le funzioni in maniera “wireless” dalla paziente.
Oltre a quello, non vedo molte altre prospettive terapeutiche.
Cordialmente
Giancarlo Barolat