informazioni specifiche riguardo cefalea persistente

    DOMANDA

    “L’esame ha dimostrato la presenza di alcune aree di alterato segnale, iperintense nelle sequenze a TR lungo di tipo aspecifico e del diametro di qualche mm, nei centri senoviali.

    strutture mediane in asse

    cavita ventrivolari normali

    non evidenti lesione del trocno e negli emisferi cerebellari

    la somministrazione di ghiadolino non dimostra accumuli patologici del contrasto.”

    buonasera Dottore le mando il referto della risonaza richiesta dalla mia neurologa giustificata da seguente anamnesi ” da circa 40 giorni esordio di lieve cefalea. da cinque giorni peggioramento di cefalea, descritta come gravativa e diffusa a tutto il capo, non associata a nausea; presenza di fotofobia.

    la cefalea non ha risposto a Voltfast e Toradol.

    Da stanotte alle ore 3:00 riferisce intorpidimento di parte destra del corpo, faccia, arti e tronco compreso.

    presentato un breve episodio di perdita di coscienza di verosimile natura sincopale.

    assunzione di estroprogestici.

    riferisce da alcuni mesi la comparsa di frequenti lividi in assenza di traumatismi.

    ad un esame obiettivo risultano : ” ipotesia tattile e pallestesica emisoma dx incluso viso, restante obiettività neurologica nella norma. “

    emocrmo completo della paziente nella norma. la TC cranio non presenta anomalia

    che mi dice dottore?

    Grazie.

    RISPOSTA

    diciamo che c’è una incongruenza tra quello che si potrebbe dedurre da una obiettività clinica di ora, definita come emi ipopallestesia, emiipoestesia tattile et c., in un lato. e il corrispettivo da dedurre dagli esami iconografici, appena fatti prima, che erano allora senza dubbio del tutto normali (le sequenze iperintense nei centri semiovali sono un segnale aspecifico e non possono essere correlate con alcuna patologia se non quella di una generica sofferenza vascolare). Sottolineiamo che l’esame di RMN è stato fatto prima dell’episodio clinico suddetto. Quest’ultimo avrebbe lasciato quelle sequele obiettive e peraltro avrebbe avuto il suo climax in una perdita di coscienza. Se tale obiettività clinica, di ora, avesse realmente il significato di postumo di un insulto vascolare, vi dovrebbe essere adesso in ogni caso adesso un corrispettivo di immagine alla RMN. E quindi, tale RMN dovrebbe essere ora rifatta. Ma se, continuando con la nostra supposizione più probabile, la paziente ha avuto effettivamente, in queste ultime ore, qualcosa di vascolare (e quindi, al contempo, ha avuto qualcosa di più di un attacco ischemico transitorio -per esserle, sino al momento in cui questa lettera è stata scritta, rimasti deficit neurologici-), allora l’esame da farle subito, con una certa urgenza, piuttosto che non la RMN, sarà l’ecocolor doppler dei vasi al collo. A quello che sappiamo, a un paziente, una stenosi al di là del 60 %, della carotide interna, al collo, può provocare una sequenza di disturbi intermittenti (in cui ci può stare quella sua accennata condizione generica di malessere, e quella sua cefalea, e sopratutto ci può stare, “dopo”, quel suo deficit neurologico transitorio), nelle more di provocare, a ore o giorni di distanza, un disturbo stabile, ovvero un cerebral stroke. Se così alla paziente in questione si pensa come possibile l’etichetta diagnostica di “stroke in progression” allora è obbligatorio vedere subito se c’è un restringimento di un vaso al collo, oppure un qualcosa di trombotico che al momento mandi emboli. E prima ancora di fare esami, come provvedimento d’urgenza, le daremmo dell’aspirina.