DOMANDA
Buongiorno dottore,dopo molto stress,ansia,pensieri continui ed arrabbiature,ho cominciato ad avere da una 20 di giorni dei dolori alla parte destra della testa.Questi aumentano quando ho ansia, da che dipende? grazie!!
RISPOSTA
una spiegazione semplice semplice potrebbe essere che si sono fatte microcontratture croniche a carico dei muscoli cranio facciali (frontali, masseteri, temporali et c.). Tali microcontratture (myofascial trigger points) vengono risentite, dal sistema nervoso centrale, in certe occasioni, come dolore. Quindi esprimono, in questa condizione di “attivazione”, una cefalea “muscolotensiva” (peraltro tale cefalea, se non vi fossero gli “equivalenti” -le parestesie, gli scotomi, et c.- sarebbe indistinguibile dalla vasomotoria. Questa, presenta spesso tali equivalenti che la contraddistinguono perchè non possono essere ritrovati nella cefalea muscolotensiva (a meno che non si tratti di una cefalea “mista”, che parte come vasomotoria e che poi viene completata da una muscolotensiva). Senza gli equivalenti è difficile distinguere tra le due forme perchè anche la cefalea vasomotoria, allo stesso modo della muscolotensiva, può essere la conseguenza di uno stato di ansia. Tornando alle microcontratture, sempre in presenza di quello stato di ansia, esse potrebbero essere a carico dei muscoli del collo (dello splenio) e però allora la cefalea risultante, in quel lato, non sarà più muscolotensiva, ma neurogena, originata dalla costrizione che subisce il nervo di Arnold (omolaterale) al passaggio sotto l’inserzione del muscolo splenio (quindi, una emicrania come espressione -passeggera- di una condizione di vero intrappolamento di quel nervo. Come epidemiologia una cefalea muscolotensiva, ovunque si formino le microcontratture responsabili, è sempre molto più frequente della vasomotoria (4 a 1) e presuppone sempre una postura scorretta (perchè cronica) di un certo tipo, a partenza da strutture anatomiche lesionate o irritate, collocate come vicine, sul capo (articolazione temporomandibolare) oppure anche collocate fuori, e lontane, dal capo (ad es. la sofferenza dei nervi plantari, al piede omolaterale). Queste comunque sono ipotesi, epidemiologicamente più probabili ma che si possono prendere in considerazione solo allorquando una TAC o una RMN ha potuto escludere patologie craniofacciali infiammatorie o di altro genere