DOMANDA
Il 17 agosto scorso sono stata sottoposta a quadrantectomia.
DESCRIZIONE MICROSCOPICA
La lesione neoplastica descritta macroscopicamente ha le seguenti caratteristiche:
Isotipo: (WHO 2003): carcinoma durrale infiltrante Focalità: unica Dimensione del tumore: mm 13 Grading microscopico: sec. Elston- Ellis (modif di Nottingham del sistema Bloom-Richardson):Formazione di tubuli: < 10 %: score 3. Pleomorfismo nucleare: score 2. Mitosi: score 1. Score totale: 6: Grado 2 Carcinoma in situ:
– Tipo: cribriforme a basso intermedio grado nucleare
– In percentuale del: 5%
Dimensioni totali (carcinoma invasivo + TIS): 13 mm Microcalcificazioni: presenti
Distanza minima dai margini (negativi >= 2 mm): mm 7 dal margine opposto all’areola, il più prossimo. Invasioni vascolari peritumorali: assenti. Necrosi tumorale: assente Infiltrato linfoide: assente
Desmoplasia: presente
Determinazione immunoistochimica dei parametri biologici sulla neoplasia:
QUOTA PROLIFERANTE: Ki67 (clone MM1): 2-3% di cellule positive
RECETTORI ESTROGENICI: (clone 6 F11): 100% di cellule positive
RECETTORI PROGESTINICI: (clone 16): 100% di cellule positive
L’oncologo mi ha prescitto Nolvadex 20 mg e Enantone. Le mie perplessità derivano dalle controindicazioni che ho letto sulla cura. Mi dicono che sono GUARITA. Perché devo assumere ormoni diventandone schiava per cinque anni e forzare la natura con la menopausa anticipata, riducendo il rischio di recidive (ma di quanto????)ma aumentando altri rischi?
RISPOSTA
Cara signora,
naturalmente non è possibile entrare nello specifico del suo caso, ma volentieri riprendo l’argomento del significato di un trattamento “adiuvante”, cioè un trattamento somministrato per ridurre il rischio di ripresa della malattia oncologica. Come per ogni terapia medica, il curante deve soppesare vantaggi e svantaggi. Nei tumori mammari si parte dalle caratteristiche del tumore che hanno una valenza predittiva, cioè che permettono di sceglier il trattamento più efficace. Ad esempio la elevata espressione dei recettori ormonali permette di predirre una ottima risposta ai trattamenti ormonali. Poi si valuta il rischio di ripresa della malattia, che comprende dimensioni della neoplasia, numero di linfonodi interessati, etc. Sempre per essere chiari, una malattia che non coinvolge i linfonodi ha meno probabilità di ripresentarsi , rispetto ad una con molti linfonodi ascellari malati. Da ultimo si considerano gli effetti collaterali della terapia e si discute con la paziente il programma, cercando di personalizzare il trattamento sulla base delle attitudini della paziente stessa.
Quindi non esiste un trattamento standard, ma ciascuna decisione deve essere spiegata e condivisa con la paziente. Ciò che è utile per qualcuno, potrebbe essere inopportuno per altri.