DOMANDA
Buongiorno
le scrivo per chiederle un consiglio riguardo mio figlio che a Novembre compirà 2 anni.
Ha avuto due infezioni alle vie urinarie quindi abbiamo fatto un’ecografia da cui è risultato una displasia al rene destro. Ci siamo rivolti ad un nefrologo e abbiamo fatto una cistografia da cui è risultato un reflusso VU terzo grado des. uretra normale. Per questo ha iniziato la profilassi antibiotica. Dopo qualche mese abbiamo eseguito una scintigrafia renale statica dmsa ed è risultato che il rene destro è funzionante al 5%.
All’ultimo controllo dal nefrologo ci siamo accorti che aveva un’infezione in corso. Per questo abbiamo fissato un incontro con il chirurgo che ci ha detto che procederà con l’asportazione del rene in laparoscopia.
Cosa ne pensa? E’ giusto procedere con l’asportazione?
Grazie per l’attenzione
Stefania
RISPOSTA
La displasia renale associata alla presenza del reflusso vescico-ureterale (RVU) è congenita e non può esserci un recupero funzionale. Il piccolo quindi ha sostanzialmente un solo rene (funzionalmente normale) con cui avrà un futuro nefrologicamente sicuro.
In presenza di un RVU di grado alto che è causa di infezioni urinarie recidivanti esistono due possibili soluzioni :
1. la asportazione completa del sistema non funzionante (nefro-ureterectomia) che deve essere completa (= rimozione di tutto l’uretere refluente) e sicuramente un approccio laparoscopico (= mini-invasivo) è preferibile ed oggi consigliato.
2. la alternativa è di iniziare ad eliminare il RVU endoscopicamente (con un intervento decisamente più semplice e meno invasivo) ed in caso di successo potrebbe non essere più necessario dovere eseguire altro…
In caso di una displasia renale (con un piccolo rene non rimosso) è assolutamente necessario un controllo annuale della pressione arteriosa (PA) per escludere il possibile sviluppo di una secondaria ipertensione nefro-vascolare. In questo caso si renderebbe necessaria una terapia medica anti-ipertensiva o la definitiva asportazione del rene displasico.