DOMANDA
Gentile professore, le scrivo a proposito di mio marito. Ha 43 anni ed ha sempre goduto di buona salute. Da circa tre anni però ha cominciato ad accusare una serie di disturbi che non sono mai passati. Alla fine del 2009 ha cominciato ad accusare vertigini, vampate di calore e tachicardia, poi sono cominciati gli acufeni, dolori ai muscoli mandibolari e ai denti,cervicalgie e dolori alle spalle,sensazione di formicolio al cuoio capelluto.Questi disturbi comparivano soprattutto di sera e di notte. Dall’anno scorso poi ha cominciato ad avere bruciori di stomaco e problemi di colon irritabile con sensazione di gonfiore addominale e alternanza di stipsi e diarrea. Ora è da circa 3 settimane che lamenta dolori alle ossa, soprattutto al bacino, osso sacro, gambe spalle e coste. Premetto che abbiamo fatto ECG ed analisi del sangue, visite ORL, audiogrammi e timpanogrammi, gastroscopia, colonscopia, rx arcate dentali, TC dell’articolazione temporo-mandibolare, visita gnatologica, tutto negativo. Abbiamo attribuito i disturbi allo stress ed ha fatto terapie con ansiolitici, alla postura in ufficio o a letto ed ha cambiato sedie materasso e cuscini, ha modificato le abitudini alimentari, pratica lieve attività fisica, ma non è cambiato nulla. Nell’ipotesi che fosse fibromialgia quali sono le analisi per una diagnosi di certezza e quali eventualmente le terapie possibili?
La ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrà darmi.
Distiniti saluti
RISPOSTA
controllerei i test di funzionalità tiroidea e la presenza eventuale di autoanticorpi (ANA, anti DNA, anti ENA, C3, C4, CK). In caso di secchezza orale od oculare eseguirei anche un test di Schirmer dall’oculista.
Se si confermasse una fibromialgia primaria (cioè in assenza di altre malattie che possono accompagnarla), deve mettersi in cura da un bravo reumatologo il cui successo però dipenderà in larga parte da una fattiva collaborazione e da un sincero desiderio del paziente di uscire dalla morsa di questa malattia (che molti considerano piuttosto soltanto una espressione di disagio esistenziale data l’assenza totale di alterazioni anatomiche documentabili).
Mario Carrabba