DOMANDA
Buonasera dottoressa, gradirei il suo punto di vista riguardo al latte.Il professore Migliaccio scrive che l’assorbimento e l’utilizzazione del calcio contenuto nel latte da parte dell’organismo è ottimo. Il dott Franco Berrino dell’istituto nazionale dei tumori, scriveche il calcio contenuto nel latte non lo utiliziamo in pieno ed è dimostrato che il latte contribuisce ad innalzare i livelli di IGF-1 fattore correlato all’aumento di rischio di alcuni tumori. Secondo lei il latte fa bene o fa male? La scienza non mi sembra univoca, grazie Paolo.
RISPOSTA
La scienza è giustamente in continua evoluzione e quelle che possono sembrare oggi certezze (ad esempio l’importanza di consumare latte e derivati per coprire i fabbisogni di calcio) potrebbero anche in futuro essere rimesse in questione da nuovi studi. Non ha però importanza aggiungere il mio personale parere su questa tesi. La sua rimessa in questione non va fatta da un singolo ricercatore. Servono commissioni di esperti che esaminino tutta la letteratura scientifica in merito. Ad esempio secondo il Panel di esperti World Cancer Research Fund che ha esaminato l’associazione tra tumore del colo-retto e fattori dietetici, il latte è un probabile fattore di protezione nei confronti di questo tumore, forse in parte per il suo contenuto di calcio (http://www.wcrf.org/PDFs/Colorectal-cancer-CUP-report-2010.pdf). Prima di tradurre una qualsiasi conclusione di questo tipo in consigli specifici per la popolazione vanno anche li presi in considerazione tanti elementi. Ad oggi valgono le indicazioni riportate nelle linee guida INRAN (www.inran.it) e in particolare quella chiamata “varia spesso le tue scelte a tavola”, che prevede il consumo giornaliero di alimenti del gruppo “latte e derivati”.