DOMANDA
Mio padre, età 85 anni, è ricoverato in ospedale da un mese circa, per blocco intestinale diffuso evidenziato da TAC, inoltre è stato curato per circa un mese con antibiotici per setticemia da batteri non riscontrati nelle varie colture effettuate.
Quando, a seguito di una settimana senza febbre, era stata decisa la sua dismissione per il superamento dei problemi intestinali e dell’infezione batteria ha contatto il batterio Klebsiella (probabilmente per il lungo tempo in cui è stato utilizzato il catetere) riscontrato dall’analisi delle urine.
Considerando l’età e la lunga degenza con uso di antibiotici, ma anche il fatto che il batterio non è presente nel sangue e neppure nei polmoni ma pare confinato alla vescica, quante sono le probabilità di guarigione. In questo momento è stata iniziata una terapia con Tigeciclina e Fosfomicina. Quali eventuali cure alternative a questi antibiotici esistono di maggiore efficacia visto che sono passati tre giorni dall’inizio della terapia e la febbre non scende se non con paracetamolo.
Ringrazio anticipatamente
RISPOSTA
E’ impossibile fare un consulto senza vedere l’antibiogramma e quindi le sensibilità agli antibiotici. Gli antibiotici scelti sembrano evidenziare la presenza di una klebsiella multiresistente. La tigeciclina non si concentra bene nelle urine pertanto bisognerebbe utilizzare doppio dosaggio, questo si potrebbe chiedere ai curanti.