dolore bruciante vescicale

    DOMANDA

    Gent.mo dottore la prego mi aiuti.
    Sono la mamma di una meravigliosa ragazza di 28 anni che vive e lavora attualmente a Parigi e che lamenta da quattro anni un dolore bruciante vescicale.Attualmente il dolore è “solo”alla minzione e durante i rapporti sessuali. All’esordio il dolore era sempre presente. Cistoscopia 3 anni fa con esito”metaplasia squamosa associata a cistite cronica aspecifica” Residuo post minzionale alla ecografia:mm85x29mm sempre di 3aa fa.Abbiamo consultato una marea di esperti urologi e la diagnosi è stata vulvodinia.Perciò le sono state prescritte cure per dolore di tipo neurale (laroxil e lyrica)uniti a TENS e miorilassantiche non hanno sortito nessun effetto.
    Nuova cistoscopia nell’agosto 2013 ha rivelato una notevole infezione da candida endovescicale e uretrale più positività per Micoplasma e diagnosi di trigonite.
    Cura prescritta a roma
    -Diflucan 100mg per 7 gg da ripetere dopo 15gg
    -diflucan 150mg per 6 mesi una cpr al mese
    -claritromicina 5oomg per 7gg
    -fermenti lattici
    -acidif per 6 mesi
    -lenidase per 30gg
    -instillazioni endovescicali di ialuril 1 a settimana per minimo un anno
    Ora che è tornata in francia l’urologa francese vuole una nuova cistoscopia e un nuovo tampone e ha prescritto
    -monuril 1 bustina per 10ggx 3mesi
    -vesicare 5 mg 1 al di per 1 mese (come integrazione della cura italiana)
    e dice che lo iarulil non serve a nulla vista la candida
    Cosa ne pensa?
    la ringrazio

    RISPOSTA

    La metaplasia squamosa è una riepitelizzazione della vescica con epitelio squamoso (come quello vaginale) ed è generalmente conseguenza di infiammazioni croniche quali sua figlia ha avuto, come da lei descritto.
    Le terapie antibiotiche, le infiammazioni croniche la riduzione delle difese immunitarie, situazioni arguibili dalla storia clinica ma di cui non abbiamo documentazione, hanno favorito l’infezione da candida, con la corretta indicazione a terapia con Diflucan.
    La terapia dell’urologa francese è corretta: solo una terapia a basse dosi ma a lungo termine può bonificare la vescica e permettere all’epitelio vescicale di ricostituirsi integro