DEMENZA PROGRESSIVA

    DOMANDA

    aBuonasera Dott.ssa,mia madre da diversi anni non stava bene e di recente le è stata diagnosticata una demenza progressiva.
    La cura stabilita dal neurologo che l’ha in cura è una compressa alla sera del farmaco CLOZAPINA CHIESI 25MG e
    visto il continuo stato di agitazione che continuava a persistere una compressa al mattino del farmaco TRITTICO 50mg.
    Sono trascorsi circa tre settimana dall’inizio di questa terapia ma lei rimane sempre irrequieta,quando rispondiamo alle sue domande, continua a dire che le stiamo mentendo.
    Ciò che rende tutto più difficile è la sua cecità che le rende ancora più difficile il riconoscimento delle persone, inoltre continua a ripetere che lei non si trova nelle sua casa.
    Ciò che volevo chiederle: qual è il comportamento da avere con lei, bisogna assecondarla?, bisogna a volte imporsi con fermezza?,può farle bene frequentare, anche se non vedente, un centro diurno 1 o 2 volte la settimana? come sarà il futuro?
    Noi parenti come possiamo avere un aiuto, sia dal punto di vista pratico che informativo?
    In sintesi, avrà sicuramente compreso che io e i miei familiari siamo spaventati e disorientati. Mia mamma vive in casa con mio padre, io e i miei fratelli ci alterniamo nel dare una mano a nostro padre.
    Le sarei pertanto grata se vorrà darmi gentilmente tutte le informazioni che possano essere utili per aiutare mia madre.
    Grazie.
    In attesa La saluto cordialmente.
    Da01

    RISPOSTA

    In genere con il passare del tempo l’agitazione dovrebbe regredire. Comunque probabilmente se dopo tre settimane 25 mg di clozapina non hanno avuto effetto, bisognerebbe rivalutare il tipo di terapia.
    Circa l’aiuto ai familiari, dovreste rivolgervi al medico di base per le pratiche di invalidità e assegno di accompagnamento. Lo specialista neurologo deve rilasciarvi una dettagliata relazione sui disturbi e il livello di (non) autonomia della mamma.
    Non so quanto il centro diurno possa essere utile alla mamma, ma lo e’ sicuramente per voi, che almeno “tirate il fiato” per qualche ora nella giornata. In fondo queste strutture servono anche, se non soprattutto, per aiutare i familiari. Del resto al centro diurno dovrebbero anche esser ein grado di fornirvi tutte le informazioni pratiche.
    In genere e’ inutile trattare con fermezza questi pazienti, anche se e’ molto difficile evitarlo, e conviene comunque non contrariarli perche’ sono in uno stato di ansia continuo.