DOMANDA
Buongiorno, mi chiamo Teresa, sono una neo mamma affetta da una retinite pigmentosa che mi ha portato quasi ad una conzione di cecità. Da qualche mese è nato il mio primogenito Andrea al quale dedico tutte le attenzioni che una mamma dà ai propri figli. Premesso che vivo con estrema serenità la condizione di non vedenza, da mamma però mi chiedo come poter spiegare al mio bambino questa mia realtà, affinchè non si creino in lui traui o insicurezze.
La ringrazio per la disponibilità.
RISPOSTA
I bambini hanno una grande capacità di adattamento. Tendono ad accettare ciò che trovano. Certo un neonato cerca gli occhi della mamma, ma se non trova una risposta adeguata presterà più attenzione alla voce e ai contatti fisici: al linguaggio degli occhi si sostituiranno altre forme di linguaggio. Intorno a lui immagino ci siano anche altre persone, per esempio il papà che per questo aspetto potrà supplire. Col tempo Andrea capirà il problema della mamma senza traumatizzarsi, e se il clima in casa è sereno e i rapporti sono e affettuosi sarà comprensivo nei suoi confronti e avrà degli atteggiamenti protettivi e di aiuto.
aof