markers

    DOMANDA

    Ma è vero che i markers ematici (es. Cea, Ca19.9, ecc. ecc.) non sempre in presenza di un tumore risultano alterati? Come mai? E quindi che rilievo ha eseguirli? In ogni caso, secondo Lei, quali sono i markers più sensibili o che, comunque, danno subito un segnale in presenza di una neoplasia o tumore?

    RISPOSTA

    Gentilissimo Lettore

    Non tutti i tumori producono marcatori dosabili nel sangue. Quelli che comunemente sono definiti come marcatori tumorali (ad esempio CEA , CA19.9, Ca 125 ecc) possono essere elevati anche in presenza di patologie benigne, perché sono sostanze che sono prodotte anche dalle cellule normali in presenza ad esempio di infiammazione . Perché allora dosarli chiede lei? I marcatori sono in genere utili, insieme agli altri esami strumentali, per aiutare a seguire l’andamento della malattia tumorale durante i trattamenti. Ad esempio se ho un CEA alto per la presenza di un tumore del colon che si azzera dopo la terapia, molto facilmente agli esami strumentali troverò una malattia in risposta.

    Non esistono marcatori che danno subito un segnale in presenza di tumore. Anche se esistono marcatori che possono essere utili anche per la diagnosi perché specifici (ad esempio l’alfafetoproteina o le BHCG per i tumori del testicolo, la calcitonina per il carcinoma midollare della tiroide ecc) non è detto che tutti i pazienti che sviluppano questi tumori debbano per forza avere questi esami alterati. Conviene sempre, in caso di dubbio, rivolgersi al proprio Medico Curante che saprà richiedere gli esami più appropriati o consigliare l’intervento di uno specialista in caso di necessità.

    I miei più cordiali saluti

    Dr.ssa Gabriella Farina