DOMANDA
Salve Dottore,
Mi chiamo Valentina ho 24 anni e circa 8 anni fa ho svoperto di avere la sindrome dell’ovaio pocilistico. Fino a un anno fa ho tenuto a bada i sitomi e la malattia tramite la pillola anticoncezionale.
A inizio della scorsa estate ho cambiato ginecologo e mi ha fatto sospendere la pillola per verificare i valori ormonali, dopo una serie di esami l’unica soluzione proposta dalla dottoressa era la dieta. Nonostante la perdita di peso però sono tutt’ora in amenorrea e di conseguenza avendo perso fiducia ho deciso di consultare un altro medico. Dopo aver rifatto gli esami per scrupolo e dopo la visita le soluzioni proposte sono state due: ricominciare l’assunzione della pillola anticoncezionale oppure nel caso volessi una gravidanza indurre l’ovulazione tramite il clomid.
Dato che sia io che il mio compagno vorremmo avere dei figli mi sono informata meglio sulla seconda opzione che a primo impatto però mi è sembrata un po’ drastica, vista anche l’alta incidenza di parti gemellari associati alla terapia.
Vorrei dunque sapere se per la sua esperienza esiste una terza strada in grado di regolarizzare il mio ciclo ovulatorio a livelli normali.
La ringrazio anticipatamente
Aspetto una sua cortese risposta
cordiali saluti
Valentina
RISPOSTA
una delle complicazioni più frequenti della sindrome dell’ovaio policistico è l’amenorrea alla sospensione del contraccettivo. Il ciclo dovrebbe essere ripristinato con terapia che riattivi le ovaie piutoosto che riprendere il contraccettivo. La causa iniziale della sindrome di solito è la resistenza insulinica che dovrebbe essere verificata e trattata.. Vi sono terapie alternative al contraccettivo che sono in grado di curare i vari aspetti della sindrome: i disturbi mestruali, e i segni di iperandrogenismo. tali terapia devono essere valutata in modo individuale sulla base della storia, della visita completa e dei referti degli esami. Dovrebbe consultare un medico che la valuti in senso completo (endorcino, ginecologico, metbolico, dermatologico) e sono sicuro che si traoverà la terapia adatta che non deve per forza essere quella contraccettiva. La sindromne dell’ovaio policitsico si associa spesso a problemi tiroidei e a rischio matabolico per cui anchr questi aspetti vanno tenuti in conto
decio.armanini@unipd.it www.decioarmanini-it
