HER 2 POSITIVO

    DOMANDA

    Buongiorno Prof. Gianni,le ho già scritto una mail alla quale mi ha risposto in data 12/10/12.Le riscrivo nuovamente l’istologico:carcinoma duttale a medio grado di differenziazione,multicentrico,con estesa componente intraduttale di tipo solido e cribriforme con necrosi.neoplasia intraepiteliale dei dotti,di tipo cribriforme.linfonodi sentinella esenti da metastasi. pT3(m,is)(6cm) pNsent Neg (o|4)MX G2 invasione vascolare assente. recettori ormonale ER 95% PgR 95% Ki-67 23% c-erbB2 intensa completa nel 60% Ca 15-3:9.6.
    Terapia 4 cicli di chemio+1 anno di Herceptin+terapia ormonale.La sua risposta mi aveva dato grande fiducia nel futuro, così come l’oncologo che mi ha seguito per tutta la chemio.Oggi però mi ha visitato un’assistente che mi ha voluto “tranquillizzare”, mi ha detto che devo essere consapevole del fatto che oggi sono guarita e che tutte le terapie che sto facendo hanno il solo scopo di diminuire il rischio di recidive, ma che devo anche vivere con la consapevolezza che questo tipo di tumore infiltrante ritornerà,forse tra due anni o forse fra 20 ma ritornerà.Ora quello che vorrei chiederle è se devo veramente vivere con una spada di damocle sulla testa per tutto il resto dei miei giorni.Avevo capito che più passano gli anni e meno c’è il rischio di recidive,avevo capito che superato indenne il traguardo dei 5 anni, avrei potuto cominciare a sperare di vivere anche a lungo senza cancro.Posso pensare che il cancro non si presenti più nella mia vita?Grazie

    RISPOSTA

    Gentile Barbara,
    quello che le è stato detto concorda con quanto le ho scritto il 12/10 scorso: dire che la terapia serve per diminuire il rischio di recidiva, significa avere la consapevolezza che non si può avere la certezza assoluta riguardo alla persistenza di qualche singola cellula (perché non è visibile con alcun esame oggi a diposizione!). Quindi, se la terapia precauzionale ha funzionato significa che ha eliminato queste cellule; in caso contrario, se le cellule sono rimaste, potrebbero crescere in qualsiasi momento della sua vita futura e tutto questo lo si può vedere solo con il tempo.
    Detto questo, come le ho già scritto, avendo oggi a disposizione farmaci come il trastuzumab, le possibilità di guarigione sono decisamente aumentate, quindi è possibile curare meglio, con maggiori percentuali di pazienti SENZA recidive. E’ altrettanto vero che più passa il tempo, più il rischio si riduce: il “problema” vero è che al di là delle statistiche, che riguardano i grossi numeri, per i singoli pazienti non possiamo sapere in anticipo la prognosi e prevedere nel singolo come andranno le cose. Concordo con la sua fiducia nel futuro, anche perché non abbiamo a disposizione niente che ci permetta di dire come andrà a LEI in particolare: viste le cure a disposizione oggi,le prospettive sono, in ogni caso, buone!
    Cordiali saluti,
    dr Luca Gianni