DOMANDA
Egregio Dottore,
sono uno studente di 22 anni che da molto tempo è affetto da ansia, che si è cronicizzata e ultimamente è sfociata in depressione ed episodi di acuta ipocondria… Sono finito in pronto soccorso due volte negli ultimi mesi per degli attacchi di panico e l’ultima volta mi hanno fatto fare una tc. Poi la mia ipocondria si è puntata sugli effetti potenzialmente cancerogeni degli esami radiologici a livello stocastico…ora sono in psicoterapia e assumo da poco xanax per dormire meglio, ma mi rivolgerò ad uno psichiatra per vedere se è il caso di prendere qualche farmaco. Volevo chiederle, quali sono i più comuni effetti collaterali degli antidepressivi? Quali sono i più indicati nel caso di ansia legata a depressione e ipocondria? E da ultimo, anche se la domanda potrà parerle strana, ma è sempre legata a componenti ipocondriache, esistono studi su effetti cancerogeni di certi psicofarmaci? Non vorrei far peggio… Certo, se riuscissi a farcela senza farmaci sarebbe meglio, ma se fosse il caso mi piacerebbe sentire il Suo parere. Grazie
RISPOSTA
Gentile studente,
la sintomatologia che lei descrive è tutt’altra che rara, anche tra le persone della sua età. Ansia, depressione e ipocondria vanno spesso a braccetto e frequentemente si associano anche a timori eccessivi nei confronti dei farmaci, fino ad arrivare ad una vera e propria farmacofobia. I disturbi che lei lamenta possono senz’altro beneficiare della psicoterapia, senza per questo escludere necessariamente un possibile approccio psicofarmacologico, che in molti casi ha effetti molto positivi e relativamente rapidi. Un bravo specialista psichiatra saprà valutare la sua situazione specifica e consigliarla al riguardo. Nei casi come il suo spesso vengono utilizzati farmaci antidepressivi come gli SSRI o altri di classi simili. Premesso che non esiste un farmaco che non abbia potenziali effetti collaterali, i benefici solitamente sono di gran lunga superiori ai possibili effetti indesiderati, il che depone a favore dell’impiego del farmaco per risolvere la situazione clinica lamentata dal paziente. Nel caso degli SSRI, inoltre, gli effetti indesiderati, anche quando si presentano, sono solitamente modesti e transitori. Nei casi in cui non si risolvano, lo specialista potrà cambiare farmaco, avendo a disposizione varie possibilità. Il problema nei casi come il suo, torno a ripetere, è che per stessa natura del disturbo esiste una preconcetta diffidenza, un timore eccessivo verso il farmaco stesso, il che, ovviamente, può rendere meno agevole il percorso terapeutico. La cosa positiva, nel suo caso, è che lei sembra avere una piena consapevolezza dell’infondatezza delle sue preoccupazioni, riconosce che si tratta di malattia, e questo sicuramente è già un buon passo in avanti. Si affidi ad un bravo specialista e ne segua le indicazioni senza timore.
Prof. Pietro Pietrini