Varici degli arti inferiori: come intervenire.

    DOMANDA

    Dopo 2 interventi eseguiti sulla stessa gamba-coscia (1996-2006) trattata con tecnica Chiva corredati da eco-color-doppler a gogò,ad oggi mi ritrovo la stessa piena di gavoccioli venosi tanto spessi da sembrare rompersi ad ogni piccolo urto, quanto antiestetici,ma non mi fa male. Decisa ad affrontare il 3° intervento l’angiologo al quale mi sono rivolta, mi ha sottoposta ad un normale DOPPLER rilevandone così la MAPPA da passare poi al chirurgo per l’intervento e suscitando la mia perplessità per una tecnica che credevo superata,dichiarando che gli bastava sentire il rumore del percorso del sangue, per poter poi rilevare la mappa. Potrebbe darmi un suo giudizio in merito? Ho 62 anni, alta 1,68cm, peso 60Kg svolgo una regolare attività fisica, sono pensionata da 12 anni, nel 1998 ho avuto un IMA anteriore con episodio di F.V., sono stata sottoposta a coronarografia dalla quale si evince che le arterie sono INDENNE, il tutto ad oggi superato brillantemente, facendo controlli periodici. nell’attesa di una risposta che mi auguro dissipi i miei dubbi la ringrazio.

    RISPOSTA

    Gentile Utente, la tecnica Chiva è attualmente una metodica superata poiche’ comunemente il pazienti vanno incontro a recidive varicose come nel suo caso. In preparazione ad un eventuale intervento è necessario sottoporsi ad un Ecocolordoppler. L’esame dovrebbe essere eseguito da un Chirurgo Vascolare esperto, meglio se sarà la stessa figura professionale che eseguirà l’intervento. I dati anagrafici e le comorbidità (IMA) non sono una controindicazioni all’intervento. Sicuramente nel corso del “prericovero” verrà stratificato il rischio chirurgico e si metterà in contatto con l’Anestesista che le darà tutte le delucidazioni in merito al tipo di anestesia. Per saperne di più puo’ consultare il sito web che ho strutturato in modo da rispondere alle comuni domande sulla patologia varicosa. www.flebologia-radiofrequenza.com o www.renatocasana.it Cordialità