DOMANDA
Salve dottore,
scusi il disturbo. Sono un ragazzo di 27 anni. Da inizio anno, per un dolore al testicolo sinistro sono andato da un urologo/andrologo che ha trovato, su ecografia, un varicocele di II grado. Dopo qualche giorno, ho avuto febbre e necessità di urinare frequentemente. Lo specialista ha scoperto una prostatite batterica che ha comportato un ingrossamento della prostata, delle calcificazioni periuretrali oltre alla necessità di urinare frequentemente, l’assenza di schizzo nell’eiaculazione e, da qualche giorno, anche un bruciore occasionale alla punta del pene.
Volevo chiederle, in via statistica naturalmente, quanto tempo ci vuole per guarire da questa patologia e se non ci sono alternative a cure antibiotiche brevi (14 gg), seguite dalla ripetizione di spermiocultura, urinocultura etampone uretrale con antibiogramma. Ho notato, inoltre, che ogni tanto, specie nei momenti in cui i sintomi sono più forti, appaiono delle macchioline rosse di diametro molto ridotto sulla parte centrale del glande che poi scompaiono successivamente.
Volevo gentilmente chiederle un’altra cosa. Lo specialista mi ha detto che ho anche una fimosi ma se non mi da fastidio non è necessario rimuoverla. Il glande si scopre senza troppi problemi quando il pene è in erezione ma il mio dubbio è legato al fatto che non ho ancora avuto rapporti di tipo penetrativo. Quali rischi si corrono e come faccio a sapere se è neccessario, opportuno o inutile rimuoverla? Grazie
RISPOSTA
Gent.le sig.re,
dalla Sua esposizione confermo la probabile diagnosi di prostatite batterica la cui cura consiste nell’impiego di antibiotici e antiinfiammatori per un periodo di almeno 10 giorni. Per quanto riguarda la fimosi non credo che questa possa darLe fastidi se il glande si scopre con facilità in erezione . Se dopo i primi rapporti sessuali dovesse darLe fastidi sarà sempre in tempo ad intervenire.
Cordiali saluti