Risveglio dal coma

    DOMANDA

    Gentile Dottoressa Formisano,
    le scrivo per chiederle un parere in merito alla situazione in cui si trova mia nonna, un’anziana signora di 84 anni che a metà maggio è caduta dalle scale procurandosi diversi danni, tra cui una frattura della seconda vertebra cervicale (fortunatamente amielica) ed trauma cranico con emorragia subaracnoidea post-traumatica. Giunta in ospedale in coma profondo e in una condizione generale che lasciava poco spazio alla speranza, il giorno seguente ha preso a muovere braccia e gambe e dopo circa una settimana ad aprire gli occhi e a rispondere a comandi semplici (stringi gli occhi/apri gli occhi per rispondere sì/no). In seguito, la necessità di mantenerla tranquilla e di immobilizzarla a causa della frattura ha fatto sì che per diversi giorni fosse sedata. Da quando però la sedazione è stata sospesa, la sua ripresa neurologica è rimasta immobile. All’inzio si è ipotizzato un accumulo di sedativi, dato che tutti gli esami neurologici fatti (TAC, RM, POTENZIALI EVOCATI) non segnalavano alcun danno cerebrale, ma solo un rallentamento. E’ stata fatta anche un’analisi del midollo per vedere se vi fosse un qualche tipo di infezione ad inibire la ripresa e anche questa ha dato esito negativo.
    Oggi a quasi due mesi dall’incidente mia nonna apre gli occhi spontaneamente, muove le gambe, ma non risponde ad alcun tipo di ordine né dà segni chiari di coscienza.Mi rendo conto che l’età non aiuti, ma se non ci sono danni perché pian piano non si sveglia? Grazie

    RISPOSTA

    Sarebbe utile escludere lo sviluppo di un idrocefalo post-emorragico da un Neurochirurgo esperto.
    Auguri.