DOMANDA
Preg.mo Dott., Le pongo il seguente quesito: a mia madre (di anni 83, che soffre di ipertensione ed assume una piccola dose di sertralina: Zoloft 50 mg; oltre a un antipertensivo ed un pò di calcio per l’osteoporosi), sostanzialmente cmq in buone condizioni di salute, è stato prescritto da un medico (geriatra) la cinnarizina (X gocce due volte al dì), mentre un neurologo le ha prescritto la nimodipina (X gocce due volte al dì). Ora, vorrei sapere Vorrei cortesemente sapere: – quale è la differenza (anche in termini di maggiori o minori effetti collaterali) tra l’assunzione di u nfarmaco o dell’altro; – visto che sono indicati per le medesime patologie/sintomatologie, quale dei due è migliore? Grazie
RISPOSTA
Gentile Signore,
sia la cinnarizina, che la nimodipina sono in generale prescritte per i disturbi cerebrovascolari, soprattutto nelle persone anziane. Da anni sono impiegati con l’obiettivo di “prevenire” il deterioramento cognitivo legato all’invecchiamento.
Purtroppo per nessun dei due farmaci, ne’ per gli altri farmaci noti come cerebroattivi o nootropi, e’ mai stata dimostrata con una adeguata metodologia scientica la loro efficacia nel prevenire gli eventi cerebrovascolari o nel migliorarne la prognosi.
A fronte di una non documentata eficacia, come tutti i farmaci sia cinnarizina che nimodipina possono avere degli effetti collaterali. In particolare, la cinnarizina puo’ provocare sonnolenza, rallentamento psico-motorio, tremori e rigidità muscolare, mentre la nimodipina puo’ dare disturbi a carico del sistema cardiovascolare come disturbi del ritmo cardiaco, ipotensione e edema periferico. In entrambi i casi questi effetti in una persona anziana potrebbero aumentare il rischio di cadute.
Non conoscendo pero’ le indicazioni specifiche per cui questi farmaci sono stati prescritti, non posso dare un giudizio specifico sulla loro appropriatezza d’uso. Rimane comunque il fatto che in entrambi i casi non esistono evidenze scientifiche a supporto dello loro efficacia clinica per la prevenzione e la cura dei disturbi cerebrovascolari nelle persone anziane.
Cordialmente.
Alessandro Nobili