DOMANDA
Gentile dottoressa,
sono Claud, ho 22 anni . Studio medicina e chirurgia da tre anni e ho un problema: non riesco a superare l’ansia. E’ cominciato tutto al secondo anno, dopo una settimana di lezione ho deciso di rimanere a casa perchè non riuscivo a stare a lezione. Inoltre ho molti problemi a superare gli esami, studio tantissimo ma poi non riesco nemmeno a presentarmi, in questo modo ho perso quasi 2 anni. Medicina è il sogno della mia vita, è una facoltà bellissima e non potrei immaginare di fare altro, ma dopo gli esiti dei primi esami ho perso la fiducia in me stessa e soprattutto nelle mie capacità. Non riesco a guardare in faccia i miei genitori per la paura di averli delusi e soprattutto ho paura di aver deluso me stessa…Sono una persona veramente solare ma sto perdendo anche questo aspetto del mio carattere.
Con simpatia
RISPOSTA
L’ansia è un sintomo rivelatore di pensieri, rappresentazioni, anticipazioni vissuti come minacciosi. Ha come effetto l’evitamento (che lei ben descrive) di situazioni, persone, relazioni.. E può portare a dei circoli viziosi che andrebbero spezzati.
Di solito si argina a livello comportamentale e agendo sui pensieri che sono all’origine delle manifestazioni di rifiuto e ritiro.
Il primo è forse il livello più semplice. Si tratta di riprendere a frequentare. E’ spaventata dall’idea di stare un’ora in aula ? Inizi con lo starci mezzora, poi aumenti gradualmente 40 min, 50 min: deve riallenarsi a seguire le lezioni.
L’esame è una situazione che vive con difficoltà ? Provi intanto ad andare ad assistere ad esami di altri così familiarizza con l’ambiente, sente le domande e può provare per conto suo a rispondere.
Pensi a tutte le situazioni che la turbano e ricominci ad affrontarle partendo dai livelli più semplici: poco tempo e contesti che percepisce facili/fattibili.per poi procedere verso i livelli più complessi.
Per quanto riguarda il livello ‘pensieri’ deve chiedersi cosa/chi la manda in ansia. E’ il timore di ‘non essere all’altezza’ ? Lavori incrementando l’autostima, frequenti persone positive e che la incoraggiano. E’ il sentimento di ‘sentirsi giudicata?’. Scelga le cose per sé e le faccia per se stessa, per crescere, per migliorarsi. e non dia ascolto a coloro che vorrebbero giudicarla.. ‘E’ il senso del nuovo?’. affronti livelli di novità via via crescenti, a partire dalle situazioni più familiari. E’ altro ? Se lo chieda.
Si ricordi che la paura di cui l’ansia è una ‘cugina’ è una emozione funzionale alla crescita, se ben accolta e direzionata.
Cerchi di farsi amica la sua ansia e si ricordi che quasi sempre l’ansia è anticipatoria, cioè riguarda un pericolo che ancora non c’è e forse non ci sarà mai (magari teme una insuff all’esame, mentre affrontandolo può scoprire di prendere un bel voto.).
Si faccia quindi forza non nonostante la sua ansia, ma anzi proprio a partire da essa, accogliendola, vivendola, ma senza risultarne prigioniera.. Vedrà che affrontando le situazioni, modificando qualche pensiero disfunzionale e spesso anche poco aderente alla realtà risolleverà lo sguardo per scoprire il mondo … che sarà anche ‘richiestivo’, ma che può ispirare fiducia . a cominciare da quella che lei saprà darsi . Si lanci quindi e cominci a uscire da una se stessa timorosa e incerta verso una realtà cui inserirsi pian piano con i suoi tempi e che vedrà ben presto diverrà la sua, cessando quindi di essere minacciosa.
Le auguro in questo di coltivare anche le belle emozioni (gioia, soddisfazione, entusiasmo.) che vedrà non saranno in sostituzione delle più fastidiose (ansia.) ma co-abiteranno. L’ambivalenza – nel vissuto emotivo – è la regola.. A uscirne vittorioso è chi sa meglio gestirla. Lei può. Indossi il coraggio, le ali, il suo migliore sorriso e vada . scoprirà affrontando pian piano le situazioni che molte minacce erano solo tali e che il pericolo nella vita è semmai quello di chiudersi troppo in sé. Si apra quindi e ricominci a scoprire la sua vita, proprio per il tramite delle persone e delle situazioni che un tempo aveva temuto.
Ricambio la simpatia, con gioia e affetto