Dagli attacchi di ansia si guarisce?

    DOMANDA

    Gent.ma Dot.ssa, ho 39 anni e per circa tre anni ho sofferto di attacchi d’ansia che hanno avuto inizio dopo un trauma (un evento doloroso ed improvviso). Gli attacchi più forti erano accompagnati da dissenteria, nausea e talvolta vomito. Il primo attacco si è presentato mentre ero a cena con amici e questo ha fatto sì che ogni uscita a cena fosse preceduta da una forte paura e dal terrore di uscire in compagnia per paura di ritrovarsi nella stessa situazione. Poi ho avuto attacchi anche in altre situazioni. Vivevo in un inferno! Dopo un anno di cura con psicofarmaci (Citalopram) senza aver risolto del tutto il problema, mi sono rivolta ad uno psicoterapeuta ed ho riscontrato un reale miglioramento ed un graduale diradarsi degli attacchi (sempre meno intensi e controllabili), tanto che lo psicoterapeuta mi ha proposto di diradare di incontri. Dalla fine del 2013 ci vediamo ogni mese e mezzo. Sono una persona piuttosto insicura, cresciuta in una famiglia che mi ha molto protetta, rifuggo i contrasti ed sono sempre molto attenta ai bisogni degli altri, ma poco ai miei. Adesso, dopo più di un anno, mi sento davvero meglio, ma di tanto in tanto il malessere si ripresenta, molto più blando, ma non è sparito del tutto… vista la Sua esperienza, a Suo parere si riesce ad uscire da questo tunnel oppure è un aspetto dell’essere di alcune persone e bisogna imparare a conviverci? Quando penso di essere “guarita”, mi succede un nuovo episodio e ricado nello sconforto… La ringrazio molto per la Sua cortese risposta.

    RISPOSTA

    Carissima l’ansia è una risposta fisiologica dell’essere umana ad una situazione di pericolo. Nel suo caso non è un pericolo reale che le procura l’allarme ma un pericolo inconscio, si può sicuramente uscire da questo tunnel, come lo chiama lei, facendo una psicoterapia mirata alla gestione del sintomo, ma è necessario anche lavorare con l’E.M.D.R. Sul trauma che il sintomo stesso ha creato per uscire dalla paura della paura. Per poi proseguire ad una ristrutturazione del rapporto di fiducia con il sè per risolvere gli stati di allarme che sono generati da una percezione della realtà percepita come quella bambina che senza protezione è in pericolo. Fare psicoterapia significa non imparare a gestire il sintomo ma guardare alla vita fuori dalle paure del bambino.