informazione su alimentazione

    DOMANDA

    Egregio Prof. premetto che la stimo moltissimo sia per la sua professionalita’ e per il suo modo semplice e chiaro di esprimersi, volevo porle una domanda riguardo alle famose “cinque porzioni” di frutta e verdura da consumare giornalmente…..ma con tutti i pesticidi che vengono usati in agricoltura e i vari veleni che inquinano le falde aquifere da dove poi vengono irrigate le coltivazioni, non è che ci mangiamo cinque porzioni di “veleno” al giorno??….

    io cerco sempre nei limiti del possibile di dirigere i miei aqcuisti sul biologico ma non sempre e’ facile.Le chiederei cortesemente di esprimere un suo parere sul famoso “lavaggio del colon” che tanto purifica l’imortante impianto intestinale da tutte le sostanze nocive che restano all’interno. La ringrazio anticipatamente. Antonio

    RISPOSTA

    Perchè lei è così timoroso? Sa che esistono dei regolamenti nell’utilizzo degli agrofarmaci? Le faccio presente che il termine “pesticida” non esiste nel nostro vocabolario è derivato dall’inglese “pest” = insetto infestante e “cide” = uccidere.

    Quindi è meglio usare il termine italiano “agrofarmaci” per indicare dei prodotti che servono per “curare” le piante difendendole dagli insetti nocivi (insetticidi e antiparassitari), dai microrganismi (antifungini), dai vermi etc. e anche dando loro substrati azotati qualora il terreno ne fosse carente (fertilizzanti). Queste sostanze sono sotto il controllo del Ministero della Salute e vengono utilizzate solo se servono e se ne controllano i residui sulle produzioni orto-frutticole prima che vengano immesse sul mercato. I dati disponibili (cito a memoria) dimostrano che più del 65% della produzione “convenzionale” è esente da residui, il 30% continene residui in quantità al di sotto della soglia di pericolosità per l’organismo umano e solo il 5% è oltre i limiti. In quest’ultimo caso deve tener presente che le detyerminazioni sono fatte sui prodotti senza preventivo lavaggio e/o eliminazione della buccia; quindi, lavando e sbucciando si può stare più che tranquilli. Quanto alla produzione “biologica” è senz’altro una coltivazione che rassicura di più il consumatore ma che anch’esaa non è esente da contaminazioni non solo ambientali ma da quelle derivanti dalle pratiche e/o trattamenti agricoli nei terreni circostanti per azione del vento e/o del dilavaggio delle pioggie. Quindi, bisogna avere fiducia nei controlli e considerare la grande disponibilità di cibo sicuro di cui godiamo oggi che non potrebbe essere garantita dale basse rese delle coltivazioni biologiche. Mi creda attualmente il “biologico” fornisce meno del 3-4% di quello che è necessario per sfamare il pianeta dei ricchi poi ci sono 1 miliardo di affamati ……. Buon Natale!