Infezioni urinarie e inserimento alla materna

    DOMANDA

    Gentile dr.ssa
    Le scriviamo per nostro figlio, 3 anni, in previsione dell’inserimento alla scuola materna (non ha fatto nido).
    Sintesi: pielonefrite a 10 e 11 mesi (ricoveri, E.coli amox-clav R). Non eseguita CUM. Profilassi (cefaclor) in corso. Non recidive, continenza diurna da 6 mesi. Un cugino con pielonefrite e idroureteronefrosi dx a 1 mese. Ecografia’13: lieve dismetria renale (dx appena sotto 50percentile per altezza), non alterazioni morfostrutturali. Agosto 2013: episodio febbrile a risoluzione spontanea, es urine ndp, urocoltura mitto intermedio + (P. penneri UFC 1milione), interpretato come contaminazione e non trattato. Scinti DMSA sett’13: morfologia conservata, dx di dimensioni lievemente ridotte, simmetricamente captanti, omogenenea distribuzione dell’indicatore, assenza di reperti riconducibili a esiti di pielonefrite.
    Visita nefrol.ped. ott. 2013: “la situazione appare favorevole, profilassi fino a 6 mesi dalla continenza totale”.
    Ora, abbiamo il nulla osta della nefrol.ped. per l’inserimento alla materna, mentre la pediatra di base ha consigliato di posticipare di 1 anno.
    Siamo conbattuti tra il giusto rispetto dei tempi scolastici, e le proeccupazioni per quello che le inevitabili infezioni comporteranno (es urine e urocoltura se febbre, ansie etc. come nel caso della suddetta contaminazione da Proteus). Ma, anche posticipando all’anno prossimo il problema non si ripresenterà tale e quale? Una sua dritta potrebbe aiutarci. Grazie, cordiali saluti.

    RISPOSTA

    Gentilissimi,

    Vostro figlio ha un piccolo problema come molti altri bambini ma va considerato un bambino normale! Quindi, concordo con il suggerimento dei nefrologi pediatri che lo seguono. Avendo 3 anni, è importante che inizi a frequentare la comunità per imparare le regole di convivenza. Vi suggerirei per questo primo anno di farlo frequentare fino alle 13.30 in quanto un numero elevato di ore di frequenza si associa a uni ncremento del rischio infettivo a carico delle vie aeree e nelle ore successive al pasto, quando i bambini di 3 anni in genere riposano in uno stanzone tutti insieme, vi possono essere rischi aggiuntivi.