DOMANDA
Buongiorno Professore.
Vorrei un suo consiglio riguardo alla malattia di mia moglie 54 anni, soffre di disturbo schizzoaffettivo,il farmaco prescritto, Invega,non ha voluto prenderlo piu’a suo parere e’ ingrassata troppo ,e da la colpa al farmaco.
d’accordo con il suo Psichiatra, e scesa da 9 mg a 3 mg con l’aggiunta di Abilify 10 mg, nel giro di un paio di settimana,il suo stato di salute e’ peggiorato quasi degenerato,con allucinazioni deliri,vede ladri dapertutto ecc. un vero inferno.
Ora le e stato prescritto Haldol,Rivotril,alla notte Triazolan,infine di nuovo Invega da 9 mg,ma lei e’molto restia a prendere i farmaci in mia presenza,di notte dorme poco, e’iperattiva,inveisce contro tutto e contro tutti,non riesco a farle capire che le sue visioni e cio che sente non sono vere.
Quindi non so se i farmaci li sta’ prendendo , o solo in parte , o li butta nel lavandino
Il suo Psichiatra al momento e’ in ferie e non riesco a contattarlo.
Visto che Abilify non ha fatto alcun effetto,vorrei sapere da lei,quali passi si dovrebbero fare per uscire da questa drammatica situazione? Grazie A: Lai
RISPOSTA
gentile signore,
il problema della scarsa aderenza alle cure prescritte è uno degli ostacoli maggiori nella terapia delle psicosi.Chi ne soffre,in genere non è consapevole della natuira patologica dei propri disturbi e pertanto tende a disattendere o a rifiutare le cure. In certi casi, per essere certi che il farmaco venga davvero assunto, una utile strategia è praticare i farmaci antipsicotici sotto forma di preparati a lunga durata di azione (dai 15 ai 30 giorni) assunti come iniezioni intramuscolo da fare periodicamente (anche il faramco di cui fa cenno, l’invega , esiste in formulazione intramuscolo a lunga durata , il cui nome è Xeplion).Ne parli con lo psichiatra curante di sua moglie
cordialmente
bc