calcolosi renale, che fare?

    DOMANDA

    gentile professore, sono una donna di 56 anni. Da circa un anno, a seguito di una forte colica renale, mi sono sottoposta ad urotac ed urografia con e senza mezzo di contrasto. Gli esami hanno riscontrato la presenza di due piccoli calcoli nel calice superiore del rene di sinistra, insieme ad altra minuta in un calice del gruppo inferiore omolaterale. Sono stata curata con citrato di potassio ed antidolorifici, ma il problema non si è risolto ed ho avuto altre coliche, oltre ad un persistente dolore al fianco e ad un senso di malessere quotidiano. Recentemente ho rifatto la tac e poichè i calcoli erano ancora presenti e leggermente aumentati di volume (max 5mm) mi è stata prescritta dall’urologo la litotrissia extracorporea. Il medico addetto all’intervento non ha però potuto eseguirlo perchè, a suo dire, i calcoli sono troppo piccoli e ha consigliato l’esecuzione di ureterorenoscopia con strumento flessibile. A questo punto non so davvero che fare e di chi fidarmi, dunque le chiedo cortesemente un parere illuminante. La ringrazio per la disponibilità.

    RISPOSTA

    Gentile signora,
    è chiaro che spiegare le coliche che lei ha avuto con la presenza di piccoli calcoli che si trovano per altro in posizione defilata rispetto alla pelvi e al giunto, è piuttosto difficile! A meno che questi non si spostino o a meno che non vi sia una ragione per cui il deflusso delle urine da quel rene non sia ostacolato in qualche modo. Il giunto pieloureterale è a posto? Non ha mai eliminato nulla durante le coliche? Ora, se a tutte le mie omande la rsposta è negativa, e se si decide di asportare comunque i calcoli, ciò che le è stato proposto può andare bene. Purchè sia fatto “in buone mani”!
    Cordiali saluti,
    Filiberto Zattoni