Referto RM colonna lonbo-sacrale

    DOMANDA

    Mia mamma ha 71 anni ed e’ da alcuni mesi che soffre di dolori fortissimi alla schiena e alla gamba, tanto da impedirle le normali azioni quotidiane. In passato e’ stata operata per ernia del disco. Il fisiatra le ha prescitto la RM.
    I risultati dicono:” Spazio L3-L4: in esiti di pregresso intervento di discectomia foraminaria sx non si evidenziano segni di recidiva. Diffuse alterazioni degenerative disco-somatiche con protusione circonferenziale del disco ad estensione preforamino-foraminaria bilaterale. Modico cedimento della limitante superiore di L4. Spazio L4-L5/L5-S1: diffuse alterazioni degenerative disco-somatiche con protusione circonferenziale del disco ad estensione preforamino-foraminaria bilaterale prevalente a sinistra ove presenta rapporti di contiguità con l’emergenza radicolare. Associata ipertrofia osteo-ligamentosa posteriore che determina riduzione in ampiezza segmentaria del canale neurale omolaterale. Non evidenti ernie o frammenti nucleari espulsi”.
    Puo’ darci un suggerimento su cosa possa essere la terapia da seguire, varie opzioni e sulla situazione? Al momento le hanno dato tanto cortisone e antinfiammatori che non sembrano funzionare ma danno solo effetti collaterali. RINGRAZIAMO MOLTISSIMO!!!!!!!!

    RISPOSTA

    Caro signore
    già lo scorso maggio facevo presente che il medico, dopo aver valutato il paziente, intraprende con lui un percorso prima diagnostico e poi terapeutico che lo porta a consigliargli approcci terapeutici che per dosagio o tipologia di somministrazione possono essere guidati solo se il soggetto è seguito sempre dallo stesso professionista, che se ne prende carico e che da un senso agli aggiustamenti.
    Se, purtroppo la sfiducia, o, l’incrementare del disturbo porta il paziente a cambiare esperto e/o specialista si comincia sempre da zero.
    Purtroppo la schiena di sua mamma, da quanto mi scrive, è abbastanza problematica e questo non rende facile il raggiungimento di un risultato positivo in tempi brevi.
    Il consiglio che mi sento di darle è di farsi guidare, con fiducia, dal suo medico di famiglia, il quale conosce anche l’effetto che in passato alcune sostanze hanno prodotto nelle terapie, conosce anche eventuali altre patologie che una donna anziana potrebbe aver accumulato e sovrapposto negli anni.
    Cordialmente
    Filippo Cavallaro