DOMANDA
Cara Dottoressa,
ho avuto un percorso complesso e se mi guardo indietro vedo e riconosco i miei miglioramenti.
Ora però sono di nuovo in un momento critico: la mia situazione lavorativa,personale,economica, mi fanno pensare che non valgo granché. Per confrontarmi con me, per ritrovarmi, mi scrivo delle lettere in cui ammetto tante cose, e di solito le mie missive finiscono con un messaggio di speranza. Questo mi dà la forza affrontare un giorno, almeno uno. Ora però non riesco a fare nulla: ho mille idee, inzio mille cose con entusiasmo (mi sono iscritta in palestra, ho iniziato un blog…), sperando che una di esse mi darà l’energia necessaria per tornare ad amarmi, ma non succede. Mi sento una fallita, non voglio più nemmeno uscire con gli amici e rimango in casa. Sono 3 anni che (anche grazie ad un traferimento) provo ad essere me, che mi vedo e mi sento, ma non mi raggiungo. Gli amici miei invece trovano il modo di fare soldi e carriera (ma magari hanno altre sofferenze, questo lo ammetto). E’ come se qualcun altro si aspettasse delle cose da me, ed io mi frustro perché non riesco a farle. E io da me che mi aspetto? Sono forse diversa da quello che volevo diventare? C’è stato un periodo in cui riuscivo a perdonarmi e volermi bene, ed ora non so più COME. Infine ho scoperto che le donne della mia famiglia soffrono di ipotiroidismo, anche io ho già gli anticorpi.Mi chiedo: se noi donne di famiglia abbiamo un problema,come faccio a risolverlo io? a trovare la radice? Grazie
RISPOSTA
L’impressione del suo scritto è quello di un vortice, dove tutto gira, ma resta un vuoto al centro. Questo ‘buco’ riguarda il ‘chi sono ?’. Lei può trovare amici, soddisfazioni lavorative, passsatempi piacevoli, la voglia di raccontarsi, … e tanto altro.. ma nulla vale se non trova. se stessa !
Come ? Rallentando. Finché gira come una trottola fa ruotare tante cose attorno e dentro di se, ma non sta ‘presso se stessa’. Provi ad andare più piano e a non mettere sullo stesso livello tutte le difficoltà che vorticosamente riporta.
Un conto è l’adattamento ad un nuovo ambiente (mi parla di un trasferimento), altro sono le difficoltà ad amarsi.. o a trovare un’attività lavorativa soddisfacente. o a scoprire relazioni amicali davvero sincere, affettuose e che offrono fiducia, non giudicanti.
E’ bellissimo che lei scriva. Aiuta ad incontrare la parte migliore di sé. Non si accontenti però di un toccata e fuga. Stia con se stessa e trovi la sua unità, le sue peculiarità, ciò che la rende creatura unica ed irripetibile . e pian piano almeno un pezzetto di strada le sarà chiara.
Non conosco la sua età e naturalmente fa la differenza (21 ? 32 ? 45 ?).
Ciò che invece non cambia è la strategia: difficile che trovi se stessa ‘facendo mille cose’. E’ molto più probabile che ce la faccia ‘stando con se stessa’.
Scarterei le due strade che finora ha inutilmente percorso:
1) il confronto. I suoi amici non sono lei, non costituiscono la misura di se stessa.. Possono starle vicina, ma non sono da assumere come modelli . ognuno ha il suo modo di stare al mondo. le sue attitudini. e le personali modalità per affrontare o scansare i problemi .
2) il volere soddisfare le aspettative altrui. Lei non è la persona che loro (chi ? e quanti ?) vorrebbero. Lei è semplicemente e splendidamente ‘Paola’, ‘Francesca’, ‘Chiara’ o qualunque sia il nome che porta .. Certo che è frustrante seguire le attese altrui. Non sai mai se sei all’altezza e talvolta non capisci neppure bene cosa vogliono da te . Inoltre è assolutamente demotivante, perché finisci con il fare ciò che loro ‘vogliono’ o ‘credono’ e non ciò che davvero tu vuoi .. Rischi di trovarti divisa, confusa. svuotata.. Gli altri hanno già ognuno una loro vita da vivere. Vivi la tua !
Vuoi perdonarti e amarti ? Che richiesta bellissima ! . Sei davvero ad un bel punto del tuo cammino. E’ semplice farlo. Si tratta di accettarsi in toto ovvero con tutti gli aspetti che più ci piacciono e con quelli che meno vorremmo vedere in noi, per le cose che ci riescono e per quelle che ci risultano (quasi) impossibili. Il primo passo per ogni cambiamento è sempre l’accettazione: di sé, dei propri problemi, delle fragilità personali, del fatto di essere ‘solo’ una creatura bisognosa di amore e di amare.
E’ semplice.. Ma come diceva Madre Teresa di Calcutta ‘semplice non significa facile (da fare ogni giorno.)’.
Ecco perché le/ti auguro di riuscire a rallentare e di incontrarti, abbracciarti, complimentarti per la creatura meravigliosa che sei. e da lì ricominciare, con fiducia.
Sento che ha in sé tutta l’energia per farcela . Lei non è ‘una donna’ o ‘una donna di quella famiglia’ o ‘una.’.. Non si riconosca negli stereotipi, nelle aspettative familiari, nei ruoli precostituiti, in ciò che gli altri vorrebbero vedere in lei o da lei.. Sia solo se stessa.. Come il ‘brutto anatroccolo’ della famosa favola di Andersen che – specchiatosi nel lago (= avendo visto te stessa per quella che sei e non per la persona che hai creduto d’essere fino a ieri) – si accorse della sua ‘identità’ e spiccò il volo … Che così sia anche per te ! Te lo auguro di tutto cuore !