difficoltà diagnostiche del ghd nell’adulto

    DOMANDA

    gent.mo dott Fabbri,da 12 anni curo un deficit apparentemente isolato di acth-cortisolo.ho 32 anni,e tutto è iniziato(dopo 2 mesi di intensa attività fisica,alla fine di un intenso allenamento)con un forte malditesta.

    Gli assi ipofisi-tiroide-gonadi son perfetti,ma,nonostante il cortone(ora3\4+1\4),ho fasi di malessere sopratt nello studio(poca concentrazione)e nello sport(facile affaticabilità).

    Il GH e igf1 mi son stati controllati solo all’inizio a 21 anni:

    igf1=96,v.n.215-628,altre volte sempre così basso o ai limiti normali inferiori.

    HGH–>0’=0,6\ 15’=0,6\ 30’=7,9\ 60’=5,5\ 90’=1,2\ 120’=0,8.

    Ritmo GH–>ORE 8=0,10ng\ml h10=0,07 h13=0,08 h16=0,07 h19=0,08 h20=0,06 h24=0,15

    A giugno x mio scrupolo ho controllato igf1=71,v.n.=114-494,GH=0,05ng\ml a ore 9.00.

    Conosco le difficoltà diagnostiche del ghd nell’adulto e l’inibizione al gh del cortone,ma stanti i disturbi x anni,i risultati non univoci,e la rarità di un deficit isolato di acth,non sarebbe meglio un controllo + dettagliato?

    RISPOSTA

    Gentile Sig.re,

    effettivamente il deficit di GH nell’adulto non è facile da accertare anche perche il limite del picco di GH dopo test da stimolo (con insulina o con GHRH+arginina) è diverso a secondo del peso corporeo; ad esempio si assume che un deficit marcato di GH dpo stimolo insulinico sia presente se il picco di GH non supera i 3 ug/L, mentre nel caso del GHRH+arginina non superi i 4.1 ug/L (obesi), 9 ug/L (sovrappeso), 11.5 ug/L (magri). Nel suo caso non so quale tipo di test ha utilizzato, ma considerando anche i valori basali di IGFI sembrerebbe che vi sia almeno un deficit parziale di produzione di GH, e quindi potrebbe avvalersi di una terapia sostitutiva con GH.

    La causa di tutto ciò potrebbe essere dovuta ad una storia clinica di trauma cranico che è noto poter indurre un ipopituitarismo progressivo nel tempo.

    Comunque sia Le suggerisco di rivedere le modalità di assunzione del cortone acetato, in quanto la dose della mattina deve essere assunata molto presto entro le 07-07.30 per coprire la fase mattutina di necessità di cortisolo; in alcuni casi per migliorare i sintomi che Lei lamenta suggerisco ai pazienti di fare un periodo di assunzione della dose del mattino verso le 5.30-6.00 per poi anche riaddormentarsi e risvegliarsi all’ora usuale.

    Cordialmente

    Prof. Andrea Fabbri