Frattura piatto tibiale

    DOMANDA

    Buonasera Dottore, due anni fa sono caduta dalle scale del lavoro e mi sono procurata una frattura scomposta dell’epifisi prossimale della tibia destra con frattura del massiccio intercondiloideo, sono stata subito operata, mi hanno applicato una piastra di titanio con quattro viti.

    Dopo aver portato il tutore per due mesi ho iniziato la fisioterapia dopo un mese e mezzo dall’operazione e ad oggi nonostante abbia fatto tantissimi cicli di fisioterapia e idrokinesiterapia mi ritrovo con una zoppia in quanto il ginocchio non e’ completamente esteso, c’e’ un deficit in estensione.

    Ho fatto di tutto, dall’osteopatia agli esercizi con la pancafit, ma il ginocchio e’ rimasto ancora cosi’.Lei da medico puo’ dirmi effettivamente se la frattura del piatto tibiale e’ cosi’ brutta? Cosa mi consiglia di fare senza ricorrere ad un altro intervento?

    Grazie.

    Cristina

    RISPOSTA

    Un’estensione ridotta comporta una cattiva deambulazione e tutte le conseguenze del caso: ipotrofia muscolare,artrosi secondaria edisturbi posturali.

    Se il quadro clinico dovesse stabilizzarsi nei termini che mi ha descritto,raccomando un intervento sotto controllo artroscopico per asportare le aderenze e quindi effettuare una mobilizzazione in narcosi.

    Arturo Guarino

    Arturo Guarino

    Direttore della struttura complessa di traumatologia dello sport all’Istituto ortopedico Gaetano Pini di Milano. Nato a Torre Annunziata (Napoli) nel 1955, si è laureato in medicina e chirurgia nel 1980 all’Università degli Studi di Milano, specializzandosi poi in ortopedia e traumatologia e in medicina dello sport. Dal 1991 al 1994 è stato medico sociale dell’Inter.
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