DOMANDA
Ho 48 anni, da ormai un paio d’anni ho un dolore circa a metà schiena destra, è un dolore come se fosse muscolare secondo me, se sto seduta al pc ce l’ho se stiro la schiena un pò mi passa e scompare completamente quando mi sdraio, infatti è come se mi venisse stando seduta. Premetto che a destra io ho una emiparesi e ho avuto anche una brutta periartrite alla spalla. ma non so se questo c’entri. Cosa posso fare dei massaggi decontratturanti? ero intenzionata ad andare da un fisioterapista perchè ormai è quotidiano il dolore. Ho iniziato a fare pilates e lì per lì sto bene ma poi appena mi siedo rinizia questo dolore che trova appunto sollievo stirando la schiena e sdraiando per quello che penso sia un dolore muscolare.
Grazie mille.
RISPOSTA
Perché lei possa comprendere il motivo per cui insorge il suo dolore, le spiego brevemente come è fatta la colonna vertebrale e come funziona. Vista lateralmente la colonna vertebrale non è diritta ma presenta delle curve armoniose che le conferiscono maggiore resistenza e la capacità di ammortizzare i numerosi carichi che essa riceve quotidianamente.
Esse si chiamano lordosi lombare, cifosi dorsale e lordosi cervicale. Tali curve essendo normali vengono definite curve fisiologiche. È, pertanto, normale avere un certo grado di lordosi e di cifosi, non è normale che aumentino (iperlordosi e ipercifosi), ma non è positivo neppure che si riducano.
Quando si hanno le giuste curve la pressione si distribuisce uniformemente sulle strutture anteriori (disco e corpo vertebrale) e posteriori (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
La posizione in cui la colonna conserva le curve fisiologiche viene definita anche posizione neutra perché costituisce la posizione intermedia di equilibrio tra la flessione e l’estensione. Il nucleo polposo del disco non viene spinto né posteriormente, come avviene nella flessione né anteriormente, come avviene nell’estensione.
Una immagine che ci aiuta a comprendere il comportamento del nucleo polposo nei movimenti del rachide è quella di una saponetta bagnata posta tra le mani. Solo quando le mani sono perfettamente parallele tra di loro la saponetta è stabile; si può esercitare anche una certa pressione ed essa non scivola. Basta una piccola divergenza a farla scivolare verso l’apertura. Lo stesso avviene per il nucleo polposo quando i piatti vertebrali che lo racchiudono non restano paralleli. Ebbene i piatti vertebrali sono, a due a due, paralleli tra loro quando la colonna mantiene le curve fisiologiche.
Numerose attività quotidiane costringono in modo ripetuto e prolungato la colonna in flessione; in particolare, quando stiamo seduti, senza preoccuparci di proteggere la colonna, la colonna si flette, a livello lombare e cervicale, si perde la fisiologica lordosi e a livello dorsale aumenta la cifosi. Si ha una cattiva distribuzione della pressione: aumenta la pressione sul pilastro anteriore, sul corpo vertebrale e sui dischi intervertebrali. Lo spazio tra i corpi si riduce anteriormente e aumenta posteriormente, il nucleo polposo viene spinto all’indietro mettendo in tensione le fibre posteriori dell’anello fibroso.
In questa posizione di alterato equilibrio la colonna è più instabile, meno resistente, meno capace di sopportare pressioni.
Tale posizione viene definita scorretta perché altera le curve fisiologiche.
Quando le posizioni scorrette vengono mantenute per brevi periodi non provocano danni né dolori. Se, al contrario, vengono mantenute per tempi prolungati possono scatenare lombalgia o dorsalgia o cervicalgia. Il dolore non è altro che un messaggio intelligente, un segnale di allarme della colonna vertebrale che cerca di far capire il suo maltrattamento ed esprime il bisogno di cambiare posizione. Infatti è sufficiente cambiare posizione per eliminare il dolore.
Meglio ancora, correggere la postura scorretta: in questo modo non solo si elimina il dolore ma si fa in modo che non ritorni.
Di solito, il soggetto che soffre di algia posturale non presenta alcuna alterazione ne deformità a livello del rachide; pertanto, è sufficiente che, attraverso gli esercizi di educazione posturale, prenda coscienza delle posture scorrette e impari ad usare correttamente la colonna vertebrale nelle posizioni e nei movimenti quotidiani.
Cordiali saluti
Benedetto Toso