DOMANDA
Egregio dottore,
le scrivo per avere delle informazioni. Sono una ragazza di 33 anni, a dicembre dovrò sottopormi ad un intervento di ablazione transcatetere per tachicardia parossistica, leggo continuamente di persone che hanno subito dolori e sono scappate dalla sala operatoria, che hanno avuto conseguenze alle vene della gamba e problemi del battito dopo l’operazione. Mi spavento e non so più se vale la pena affrontare l’operazione…non vorrei peggiorare la mia situazione…al momento non prendo farmaci e ho crisi sporadiche…anche se forti (risolte in ps con adenosina)…lei cosa mi consiglia?
Ho anche un altro dubbio…durante lo studio eletttrofisiologico mi hanno detto che innescano la tachicardia…ma una volta innescata, come fanno a farla smettere?…ho letto che su certe persone non smetteva e hanno dovuto usare il defibrillatore.
La ringrazio,
Cordiali saluti
RISPOSTA
Cara signora non so dove abbia appreso tutte queste notizie cosi negative. L’ablazione oggi, a circa 20 anni dalla sua introduzione nella pratica clinica (la mia prima ablazione risale al 12 luglio del 1989), è un intervento ad alta efficacia e sicurezza (ho personalmente eseguito circa 4000 interventi con un successo del 99% e lo 0.1% di complicanze).
Certo dipende molto da chi la esegue. L’indicazione a farla è nel suo caso la scelta giusta.