DOMANDA
Buon Giorno,
Sono miope e astigamatica(OD -4.75,-1,55/OS -6.50,0-75,..);ho un problema con l’occhio sinistro.
Per qualche anno ho portato un occhiale con lente occhio sinistro ASSE 110 (internaz)senza problemi. Da qualche mese ho rifatto gli occhiali con la stessa gradazione ma ho avuto grossi problemi di adattamento (vista sfuocata, mal di testa, sensazione di nervo ottico che “tira”).L’ottico mi ha assicurato che le lenti erano corrette e che era un problema dovuto al cambiamento di tipo di lenti e di montatura e che ci voleva un po’ x abituarsi. Infatti dopo circa 2 mesi, alternando l’uso dell’occhiale nuovo con quello vecchio per riposare l’occhio, ora ci vedo abbastanza bene ma rimangono i disturbi di occhio affaticato e mal di testa. Approfondendo il problema con l’ottico, ci siamo resi conto che l’occhiale era giusto in base alla nuova ricetta, ma era la prescrizione dell’oculista diversa da quella precedente (prima l’ASSE era 110 internaz, ora l’ASSE è 70 internaz.) Probabilmente ha fatto confusione tra gradi TABO e gradi INTERNAZ. Questo cambio di asse potrebbe giustificare i miei disturbi ?
Ora vorrei sapere :
1) aver forzato l’occhio con lente/asse sbagliata per oltre 10 mesi puo’ aver portato danni all’occhio ?
2) l’ottico mi ha ricontrollato l’asse e dice che ora è 90°- è possibile che sforzando l’occhio con lente sbagliata l’asse si sia modificato cosi?
3)cosa mi consiglia di fare a questo punto ? lente con ASSE 110 o ASSE 90?
Grazie e saluti.
RISPOSTA
L’asse di correzione del cilindro non necessita di un architetto, di un geometra nè di Archimede Pitagorico di Topolino.
Ci sono gli strumenti opportuni per valutarlo, quotidianamente usati dai 7500 Medici Oculisti Specialisti italiani e da circa 22mila Ottici. Terminato il rilevamento, sulla montatura di prova o al forottero si ha la possibilità di verificare la compliance del paziente alla correzione, anche scegliendo, quando necessario, un asse soggettivo preferito rispetto al risultato della macchina. Ciò detto, la prescrizione dell’occhiale è tutt’altro che gesto banale: resta un’arte che si impara insieme al mestiere. E può succedere che una lente correttamente prescritta in ambulatorio si dimostri fastidiosa quando poi indossata in ambiente. Dopo l’inizio dell’età scolare questo non ingenera danni alla vista: però può essere davvero fastidiosa, produrre astenopia – non però indurre rotazione dell’asse del cilindro. Verifichi piuttosto insieme al suo Specialista, un esame topografico corneale per accertarsi che i parametri di curvatura e di spessore corneale siano nella norma. Alla sua ultima domanda non c’è risposta telematica: ci vuole la lente giusta (per il miglior visus) e confortevole (per una buona tollerabilità anche con uso prolungato).
Per la prescrizione delle lenti valgono le ”regole del sarto:
metro e misura
mai paura;
cento misure
un taglio solo”.
prof. Gallenga