Cataratta in occhio maculopatico

    DOMANDA

    Gentile dr. Ligabue,

    ho 47 anni. Miopia elevata (-20 OS, -23 OD),

    A seguito di facoemulsificazione per cataratta corticale posteriore OS, i valori OS sono: + 0,50 sf, -2,00 ax 170; II c con difficoltà.

    Il quadro anatomico è un disastro entrambi OO.

    In OS, atrofia diffusa epr con rimaneggiamento più marcato in sede foveale, foro lamellare, evidenza di trazione verticale interpapillomaculare.

    In OD ho cataratta corticale posteriore, rarefazione epr e depigmentazione foveale, membrana epiretinica.

    Il tono è di circa 18 entrambi OO.

    I miei quesiti sono due:

    1) devo sottopormi a intervento di facoemulsificazione anche in OD. Mi hanno parlato di una procedura che permette di limitare, quanto più possibile, traumatismi e evtl. lesioni regmatogene: consiste dapprima nella sola aspirazione, e poi nell’uso del dispositivo a ultrasuoni partendo dal valore minimo e aumentandolo solo se del caso. Lei ne è al corrente?

    O conosce qualche tecnica particolare che mi permetta di contenere quanto più possibile gli effetti collaterali di calore e liquidi in sede di operazione?

    2) C’è, a sua conoscenza, qualche suo collega a Roma che abbia casistica operatoria su condizione affine alla mia?

    La saluto cordialmente.

    RISPOSTA

    gent.ma,

    la tecnica che mi descrive è la tecnica di facoemulsificazione comunemente utilizzata nei casi di cataratta morbida nei miopi elevati, quindi direi che è normalmente applicata dai chirurghi oculisti.

    E’ in arrivo un laser a femtosecondi che consentirà di effettuare l’intervento di cataratta applicando all’interno dell’occhio la metà dell’energia oggi utilizzata con qualunque tecnica.

    Oggi è la tecnica più innovativa e sicura, ma al momento i costi molto elevati la rendono a disposizione di pochissimi.

    Cordiali saluti