DOMANDA
Gent.mo Dott. Di Paolo,
circa 4 anni fa, ho subito una colica renale (perlomeno diagnosticata tale nel pronto soccorso dell’ospedale), un’esperienza davvero dolorosa, e dato che la situazione lo richiedeva e l’ospedale non aveva a disposizzione un ecografista, mi è stato richiesto di eseguirne una il giorno seguente. Il risultato è stato che non si vedevano tracce di calcoli e complicazioni (?). Diciamo che per 6 o sette mesi non ho avuto problemi e tutto è filato liscio. dopo questo breve periodo ho avuto un episodio di epididimite acuto sul testicolo sinistro (stranamente coincidente con la parte dolorante dell’episodio di colica renale) che a detta dell’urologo è stata causata da varie malattie infettive quali Chlamidia. Ovviamente è stato fatto un controllo incrociato con la mia nuova compagna (attualmente mia moglie e madre di mia figlia) la quale non solo era affetta dagli stessi intrusi ma ne ebbe in più altri 2 (non ricordo esattamente quali. Terapia antibiotica massiccia per via intramusolare e farmaci per via orale e soluzione dopo circa un mese. Qualche giorno prima di accusare dolori al testicolo ho notato con sgomento che nelle mie urine erano presenti dei piccolissimi calcoli di colore arancio scuro-rossastri. Questo è stato il primo episodio che mi ha portato alla conoscenza di questa produzione molto particolare (in quel caso erano almeno una cinquantina e tutti della grandezza della testa di uno spillo). Attualmente sono arrivato….continua
RISPOSTA
Egregio signore,
la sua è la storia dolorosa di un paziente affetto da prostatite cronica, entità clinica ancor oggi poco definita e come tale difficile da diagnosticare, ma ancora di più da trattare. Purtroppo
c’è poca attenzione da parte dei medici verso la prostatite cronica per gli scarsi risultati che in genere si ottengono con la terapia, probabilmente per la difficoltà che i farmaci incontrano a diffondere nella prostata.
Uno dei sintomi principali della prostatite è il dolore lombare e al fondo schiena, anche di tipo colico. L’epididimite è una delle complicanze della prostatite e le correlazioni con il partner (anche se asintomatico) sono sempre complesse.
Più volte ho ricordato che non è possibile, anche con gli ultimi ecotomografi, visualizzare nelle vie urinarie la renella i cui granuli non raggiungono mai il potere di risoluzione delle macchine anche le più sofisticate. In presenza invece di alti flussi urinari, si possono osservare, con un’attiva peristalsi veri e propri jet liquidi di nessuna importanza diagnostica.
Ancora più misteriosa la presenza di carbonato di sodio nelle urine: sospetto la presenza di questo elemento nel recipiente di raccolta.
Non ho molti consigli da darle. Il prof. Ulrico Bracci, famoso urologo romano di una quarantina di anni fa, otteneva la sparizione completa della sintomatologia della prostatite somministrando estrogeni. Alla gioia per la miracolosa e immediata scomparsa dei disturbi seguiva subito l’angoscia per la totale perdita del desiderio sessuale. Benchè molto efficace, questa terapia non ha avuto ovviamente seguito.
Quattro sono gli alimenti che possono “riattivare la prostatite” : birra, cioccolato, crostacei e pepe: vanno eliminati. E’ indispensabile non farsi prendere dall’angoscia, infatti la prognosi non è povera. L’unica complicazione seria sono i rari episodi di infezione delle vie urinarie, a parte i problemi di fertilità.
Molti saluti,
Nicola Di Paolo