DOMANDA
Ho voluto chiedere a voi un consulto per un problema che mi sta condizionando davvero la qualita’ della vita.E’ da un anno e passa che soffro di fastidi alla parte sinistra con intorpidimento degli arti e offuscamento forte della vista sposatezza cronica tremori tensione cervicale e dietro la mascella, inoltre anche orecchie e naso sX sono come intorpiditi,inoltre affaticabilita’ e difficolta’ di concentrazione. Io ho subito pensato alla sclerosi Multipla..In famiglia ho mia sorella a cui è stata diagnosticata da circa un anno.Ho consultato i neurologi ma nessuno ha trovato decifit neurologici e ho fatto a distanza di 1 anno due RM Encefalo e del tratto cervicale con contrasto, tutte negative,con nessuna alterazione di nessun tipo neanche di livello cervicale.Ora mi chiedo ci può essere qualche fattore psicosomatico cosi violento dovuto alla malattia di mia sorella alla base di questi sintomi?A livello organico posso stare tranquillo ? io non ci capisco piu nulla.Cordiali saluti Andrea
RISPOSTA
gentile andrea,
l’insieme dei sintomi che mi descrive , per quanto possano vagamente ricordare quelli della sclerosi multipla, mi sembrano indicare molto di più le manifestazioni del cosiddetto “disturo somatoforme”, cioè un disturbo su base emotiva che si esprime prevalentemente e talora esclusivamente con sintomi fisici inspegabili, nel senso che la persona risulta regolarmente esente da disturbi fisici quando si sottopone ad esami obbiettivi, compresi gli esami di laboratorio e strumentali. In effetti nel suo caso lei mi dice di aver per l’appunto effettuato approfondite indagini, comprese due RMN, guarda caso negative,il che confermerebbe la mia ipotesi. Non è infrequente che l’esordio di questi sintomi avvenga in rapporto ad eventi emotivamente stressanti e guarda caso lei ha cominciato a stare male dopo che a suo fratello è stata diagnosticata la sclerosi multipla. E probabilmente non è un caso che i sintomi diciamo così “psicosomatici” che probabilmente lei accusa assomiglino seppur in parte a quelli di suo fratello. Io le consiglierei a questo punto di affidarsi ad uno psichiatra che con tutta probabilità potrà meglio di me, valutando più prrofonditamente la situazione, aiutarla a superare il problema.
cordialmente
b.carpiniello