DOMANDA
Egregio dottor Fabio Pace, chiedo gentilmente il suo parere riguardo la cura da seguire data a mia madre di 71 anni. Essendole stata riscontrata una placca carotidea, le è stato detto di assumere oltre alle statine, anche degli antiaggreganti piastrinici; visto che soffre di ernia iatale, reflusso gastroesofageo e di gastrite di grado lieve (lieve perchè tenuta sotto controllo con il Lucen) il nostro medico di famiglia le ha prescritto la ticlopidina e non la cardioaspirina. Le chiedo se secondo il suo parere non fosse il caso di provare la cardioaspirina almeno per un periodo, aumentando magari la protezione gastrica, visto i numerosi benefici che vengono attribuiti all’assunzione dell’acido acetilsalicilico a basso dosaggio contenuto nella cardioaspirina. Le pongo questo quesito perchè sul foglietto illustrativo della ticlopidina vengono elencati effetti indesiderati e collaterali che sembrano essere anche peggiori di quelli della cardioaspirina, oltre al fatto che vengono invitati i medici che la prescrivono a monitorare determinati valori ematici addirittura ogni due settimane nei primi mesi di trattamento, per evitare eventi avversi anche gravi (cosa che non è stata presa in considerazione dal suo medico).
Secondo la sua esperienza clinica, per pazienti con patologie gastriche simili a quelle di mia madre è proprio vietato assumere la cardioaspirina?
In attesa di una sua gentile risposta, la ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.
RISPOSTA
Sono del parere che con opportuna gastroprotezione (peraltro quella che sua mamma assume) l’acido acetilsalicilico si possa assumere e sia anche più efficace della ticlopidina